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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Se potessi scrivere a Marco Travaglio…. (Chi si allea col PDR muore politicamente: perché voler affossare Di Maio a tutti i costi? E un dubbio: ma i debiti dell’ex grande partito della sinistra chi li pagherà?).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

download (5)In realtà non si vedono ragioni per cui non si possa scrivere a Travaglio. Potrei inviare la lettera al FATTO, potrei scrivere una lettera aperta sul sito, potrei fare molto di più, ma francamente non ne ho voglia. Non ne ho voglia per molti motivi. Da un lato mi ha persino dato fastidio dover scrivere alcuni post contro Il Fatto Quotidiano. Non bisognerebbe dimenticare infatti che quel giornale è stato l’unico giornale italiano che era passabilmente leggibile durante gli ultimi cinque anni di dittatura mediatica renzista; ovvero, durante i cinque anni che ci hanno fatto vergognare di noi come persone, come cittadni, come esseri evidentemente incapaci di salvaguardare il maggior bene che ne deriva ad una collettività dal vivere una società etica e democratica.

La mia ammirazione per Travaglio è stata sempre incondizionata e se pensiamo che le persone che io ammiro sono gli Ed Witten, i Totò, i Giordano Bruno, i Kafka, e che in realtà codesti personaggi li posso contare sulla dita della mano, credo di avere detto tutto. Naturalmente non ammiro Travaglio perché mi fa equazione con Ed Witten, ma per il coraggio che, in una repubblichetta delle banane come la nostra, in un feudo analogico berlusconico-debenedettico, ha sempre dimostrato di possedere. Perché le persone capaci come lui, prima o poi si ribellano sempre e in un modo o nell’altro cercano di far sentire la propria voce, nella perfetta coscienza che nulla di ciò che si fa a questo mondo va dimenticato, che quando noi passeremo ad altro Stato dell’Essere, a fare una differenza, tra le altre cose, sarà proprio la maniera con cui abbiamo saputo reagire ai soprusi, alle usate nefandezze dei rassetti di turno che esistono illudendosi di vivere; che esistono Illudendosi che il redde-rationem non arrivi mai per loro, ma quello arriva, sempre, non ci sono dubbi su questo!

Ho scritto più volte che per quanto mi riguarda l’ammirazione è il sentimento più nobile con cui noi possiamo omaggiare un nostro simile: tutti gli altri sentimenti (incluso l’amore che è un mero effetto della dopamina o dell’abitudine, o l’amicizia che è uno dei rapporti più subdoli e pericolosi che possano esistere) sono per lo più sub-dinamiche superstiziose e frutto di regole pseudo-moraleggianti indottrinanti, che non hanno ragione di essere nel mondo fisico, nel mondo operativamente factual. Di converso l’ammirazione è qualcosa che proviamo anche a dispetto del nostro volerla provare, qualcosa che dunque parla alla nostra più vera essenza. Certo è che se poi quell’ammirazione la scopriamo mal riposta non ci sarà santo che potrà riportare le cose allo stato di prima!

La recente campagna de IL FATTO QUOTIDIANO per favorire un accordo post elezioni tra il M5S e il PDR, ovvero tra i pentastellati e quell’ex partito che fu di Berlinguer, ma che negli ultimi cinque anni è stato fagocitato, sfigurato, sminuito, dileggiato dal renzismo fino a costringere la maggior parte dei suoi sostenitori ad andarsene – non mi ha sorpreso completamente. Non mi ha sorpreso perchè avendo un sito che si occupa anche di critica e analisi delle dinamiche giornalistiche, avevo già notato, ben prima del 4 marzo, e come testimoniato da diversi post, della propensione politica del giornale di Travaglio verso un’ideale alleanza dei grillini con la sinistra, in chiave, posso immaginare, anti-berlusconica, come si conviene a tutti gli ex-repubblichini di questo mondo.

A sorprendermi davvero è stato ben altro. Ciò che mi ha sorpreso è stato lo scoprire un Marco Travaglio e i suoi colleghi, pronti a dimenticare dall’oggi al domani le innumerevoli battaglie portate avanti da loro stessi contro il renzismo più spregiudicato; ciò che mi ha sorpreso è stato il realizzare che quello che ritenevo fosse il miglior giornale italiano non era diverso da tutti gli altri, e pur di realizzare un inciucio politico immondo, squallido, senza arte ne parte era disposto a mettere in soffitta l’etica, il senso di un vivere democratico sicuramente diverso da quello che abbiamo testimoniato in questi anni; ciò che mi ha sorpreso è stato lo scoprire che tutte le grandi “battaglie” del FATTO, riportate anche in numerosissimi libri, erano intinte di “balle spaziali” ben più pericolose di quelle raccontate dai ducetti di Rignano di questo mondo.

Io stessa, dopo le elezioni, ho subito pensato che il PD potesse essere un alleato “naturale” per il M5S (credo di avere pubblicato anche un post in merito), tuttavia non mi è servito troppo tempo per razionalizzare, per fare mente locale e per capire che quel PD non esisteva più. Di quale PD stiamo parlando? Qualcuno avvisi Travaglio e tutta la sua redazione che quel PD non esiste più da un pezzo. Ora esiste un PDR che risponde ancora agli ordini del ducetto di Rignano, che peraltro è ridotto all’osso rispetto a quello che era il grande partito della sinistra italiana ed è pure indebitato fino al collo. A questo proposito, perché la redazione di Travaglio anziché ventilare deleteri accordi M5S-PDR non fa una inchiesta a tutto tondo per sapere chi e come pagherà i debiti del PDR?

La coalizione di sinistra che Travaglio e i suoi colleghi vorrebbero battezzare hic et nunc non si potrebbe mai realizzare nell’immediato, anche perché chi si avvicina al PDR muore politicamente: lo ha capito Salvini, che solo pochi giorni fa ha assicurato che non avrebbe mai potuto fare un governo con Renzi e Boschi, come è possibile che non lo capiscano Travaglio e i suoi? Attualmente c’è solo una sensata possibilità d’azione: un breve governo tra M5S e Lega (altro che “Berlusconi dà l’ok a un’intesa con il M5S” come scrive oggi IL FATTO!), con dei punti scritti nero su bianco, con dei tempi chiaramente indicati per le modifiche alla legge elettorale e poi ci dovrebbe essere subito il ritorno al voto per nuove Elezioni Politiche (magari ad ottobre) che naturalmente vedranno Lega e M5S ai lati opposti delle barricate. Questa soluzione non solo è altamente operativa, tiene in conto del volere espresso dagli italiani il 4 marzo, ma permetterà ai due attori principali di accreditarsi come leader futuri (da questo punto di vista i pentastellati non dovrebbero far pesare l’opzione doppio mandato a Luigi Di Maio, dato che questa Legislatura di fatto sarà come se non fosse mai esistita!).

Una simile opzione permetterebbe anche alla sinistra davvero tale (quella che ritengo stia a cuore a Travaglio e ai suoi) di rinascere partendo da LeU, di riorganizzarsi e, eventualmente, di allearsi con il M5S alle prossime elezioni, in una coalizione che dovrebbe fare molta attenzione a non farsi infiltrare da scorie renziste di alcun tipo. Insomma, il renzismo da oggi in poi dovrebbe avere solo una tipologia di pagine mediatiche dedicate: quelle della cronaca giudiziaria, laddove sarà reso conto agli italiani delle vere dinamiche dietro il Caso Consip e di tutti gli altri misteri ancora non chiariti, come per esempio il caso di insider trading denunciato dallo stesso giornale di Travaglio. Solo quando tutto il marcio di cinque anni infami sarà venuto alla luce ci si potrà mettere una pietra sopra e al ciel piacendo si riuscirà a fare in modo che la nostra Italia non sia mai più infangata da simili esperienze che definisco pseudo-politiche solo per non dire altro.

Come si evince c’è davvero tanto lavoro su cui il FATTO di Travaglio potrebbe concentrarsi a proposito del PDR – proprio come usava fare nei tempi epici: perché tentare a tutti i costi di mettere la corda al collo di Luigi Di Maio facendolo andare a fondo con tutta la merda renzista? Purtropo quest’ultima non è neppure di quella merda “buona” e “produttiva” che soleva cantare il grande Fabrizio De Andrè: da questa tipologia di merda non nascono i “fior”, nasce solo altra merda e altri scandali che, se lasciati vivere, ci seppelliranno completamente come persone e come nazione. Mediti, Travaglio, mediti… e Gomez e Padellaro con lei, sic! Senza considerare che prima tornate ad occuparvi di giornalismo piuttosto che usare il vostro giornale per fare-Politica meglio sarà per l’Italia tutta…

Rina Brundu

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