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Il popolo delle scimmie e il cretinismo parlamentare (1) – M5S: o governo a termine con la Lega o Opposizione: mai col PDR!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

bonoboCorsi e ricorsi della Storia. Un secolo dopo si potrebbe parafrasare il Gramsci che nel 1921 scriveva su “L’ordine nuovo” e adattare il suo scrivere ai tempi. Per farlo basta infatti sostituire il termine fascismo con il termine renzismo: “Il renzismo è stata l’ultima “rappresentazione” offerta dalla piccola borghesia urbana nel teatro della vita politica nazionale”. Col venire meno di ogni sua “funzione () nel campo della produzione”, si è spalancata davanti a questo particolare ceto sociale la porta della “pura classe politica” specializzata nel “cretinismo parlamentare”. “Questo fenomeno che occupa una gran parte della storia contemporanea italiana, prende diversi nomi nelle sue varie fasi: si chiama originalmente “avvento della sinistra al potere… fino a quando la piccola borghesia si “incrosta nell’istituto parlamentare”, “diviene una bottega di chiacchiere e di scandali, diviene un mezzo al parassitismo”. Impossibilitata, infine, a “riacquistare una funzione produttiva….essa scimmieggia la classe operaia, scende in piazza”. Poi quando il “popolo delle scimmie, il quale crede di essere superiore a tutti gli altri popoli della giungla, di possedere tutta l’intelligenza, tutta l’intuizione storica, tutto lo spirito rivoluzionario, tutta la sapienza di governo, ecc.”, si trasforma, la via segnata non potrà essere che quella della corruzione parlamentare e quindi del renzismo (stracotto)”.

Per la verità bisogna dare atto ai renzisti che sono riusciti persino a superare Gramsci in curva: le volte in cui negli ultimi cinque anni hanno cercato di scimmiottare la classe operaia, scendendo in piazza per fare finta di difendere i suoi interessi, sono state ben poche. Di converso col passare del tempo, è indubbio che il renzismo si sia specializzato in “cretinismo parlamentare” e in questi giorni in cui occorre far finta di disdegnare un possibile sostegno esterno al governo M5s, questa particolare “arte” politica sta raggiungendo vette impensate prima. L’ultima che si è letta è quella del Veltroni (chi?) che auspicherebbe un dialogo (i.e. con i pentastellati?) con regia dal Colle: insomma, il gusto per l’inciucio non può venire mai meno per codesti signori ad ulteriore dimostrazione che ancora non hanno capito una minchia di ciò che è successo il 4 marzo. Per il vero non è venuto mai meno neppure il gusto per la corruzione, sia parlamentare che extra parlamentare come ben raccontano le cronache giudiziare di questi giorni, nonostante i piddini si affatichino di qua e di là per nascondere la polvere sotto il tappeto.

La nostra speranza, la speranza di chi ha votato e sostenuto i Cinque Stelle, auspicando la premiership di Luigi Di Maio, è che il Movimento badi prima di tutto a rispettare le sue regole interne, e da questo punto di vista non si capisce neppure come si possa considerare, anche solo per un attimo, una alleanza con i forzisti e i renzisti. Il PD di oggi non è il PD che fu di Bersani, ma è semplicemente un organismo taroccato all’interno dalle manovre sconce e interessate del duce di Rignano. Detto altrimenti il PDR di questi tempi – benché spalleggiato dalla solita Stampa italiana debenedettica per formazione, elezione, e bonifici all’incasso, finanche spalleggiato da quella fronda sinistrica presente ne IL FATTO QUOTIDIANO che da mesi conduce una silente, vergognosa, ma determinata campagna pro inciucio M5S-PD – è una sorta di bomba ad orologeria pronta ad esplodere: chi la tocca muore politicamente!

Ne deriva che se il Salvini mancante delle palle necessarie per accreditarsi come futuro leader della destra a spese del morente signore di Arcore, vuole suicidarsi politicamente, che lo faccia, ma Luigi Di Maio dovrebbe tenersi ben lontano dagli inciuci con codesti figuri perché il premio sarà un governo monocolore alla prossima tornata elettorale! Insomma per il M5S esistono solo due soluzioni possibili o un governo a termine e di scopo con la Lega, magari per rifare la legge elettorale, o stare all’Opposizione qualsiasi sia l’inciucio che codesti debosciati vorranno amalgamare per proteggersi il culo e il portafoglio in questi anni. Lo facciano, si accomodino, poi saranno gli italiani a dare loro il ben servito perché se tanto ci dà tanto quello del 4 marzo 2018 è stato solo l’antipasto: il primo e il secondo verrà servito quanto prima.

Che a ben guardare più che popolo delle scimmie sono il popolo dei morti viventi, quelli che sono trapassati e non sanno di esserlo, ma in quanto al grande cretinismo sinistrico quello, bisogna darene atto, è rimasto immutato dai tempi di Gramsci in poi: corsi e ricorsi della Storia, appunto!

Rina Brundu

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