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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Gruber passami il veleno per topi e l’olio… di ricino (5) – Quando la “parzialità” politica la vince anche su Travaglio, superato in acume persino da Massimo Franco! Certo che il governo M5S-Lega si può fare, si DEVE fare!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Si scherza naturalmente… gli altri esseri non si toccano…. mai!

Per la verità il sillogismo è semplice:

Travaglio ha votato Cinque Stelle

Travaglio non ama Salvini

Travaglio non vorrebbe un’alleanza tra i Cinque Stelle e Salvini.

Le altre carte che si dovrebbero mettere in tavola sono queste: 1) Travaglio, come diversi altri giornalisti del suo giornale, ha collaborato con quotidiani come “Repubblica”; 2) Il Fatto Quotidiano durante la scorsa campagna elettorale non ha sostenuto solo i Cinque Stelle ma anche la sinistra non renzista (come si evince da questo post).

Fin qui tutto bene, ognuno può sostenere chi preferisce, soprattutto in epoca liberata e post-ideologica. Per la verità io condivido anche le critiche che Travaglio ha fatto a Luigi Di Maio in questi giorni. Non si capisce, per esempio, perché Di Maio continui a ripetere come un disco rotto che tutti devono correre da lui che peraltro non sembra voler fare concessioni nè a Tizio né a Caio: io avrei grossissime difficoltà a fare anche il più “shallow” degli inchini alla Regina di Inghilterra, figuriamoci al Principe di Galles acerrano! Ne deriva che penso che neppure gli altri amino essere considerati sudditi. Insomma, lungi da me voler dire anche solo una parola buona per il PDR, anche se in fase di derenzizzazione, ma mi pare chiaro che codesta sacra regola valga pure per loro: se Di Maio vuole voti dagli altri partiti si tolga quel lungo paltò e cominci a muovere il sedere a destra e a manca per raccattarli.

Detto questo, diversamente da Travaglio, ma molto in linea con ciò che ha detto oggi il notista Massimo Franco dalla Gruber (pensa tu, io d’accordo con Franco!), io penso che la ragione per cui Di Maio non si stia spendendo troppo è perché un qualche accordo con la Lega di Salvini per determinare il prossimo Esecutivo esista già. Buon per loro se così fosse! Buon per loro perché significherebbe che i giovanotti salviniani e dimaiani stanno cominciando a crescere e da meri politicanti stanno muovendo verso lo status di statisti, uno status che si ottiene per lo più silenziando la minoranza e guardando al futuro. Come? Perché? Perché di fatto ciò che serve a Salvini e a Di Maio è una legislatura “di mezzo” da gestire per buona parte del tempo onde dare ai loro partiti la possibilità di accreditarsi come la “nuova destra” e la “nuova sinistra” dei tempi, nonché di seppellire completamente il ricordo di Forza Italia e del PD.

Straordinario, no? Lo avrebbe capito anche Berlusconi se, invece di promuovere la campagna “Fatevi un Cinque Stelle per amico”, avesse promosso la campagna “Inseriamo almeno un unico neurone non bollito nei miei “dipendenti” politici”, ma vero è che non si può avere tutto! Certo è però che neppure il bravo Travaglio dovrebbe permettere alla sua legittima “parzialità” politica di oscurare la sua ragione, per simili cose abbiamo già i giornalisti del “Corsera” e di “Repubblica” (specie i “professionisti” che in quelle redazioni nidificano da anni e in qualche caso avvertono il processo di putrefazione già in corso).

Detto altrimenti: sicuro che un governo M5S e Lega si può fare! Anzi si farà, anzi deve essere fatto, anche perché prima di fare peggio del renzismo… E ho detto tutto!

Rina Brundu

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