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Gruber passami l’olio… di ricino (4) – Cose dell’altro mondo: se adesso Berlusconi e Franceschini dettano la linea di governo… Ma un vaffa ben modulato, no?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

oil-1325771_960_720Non ci si può distrarre un attimo! Non ci si può distrarre un solo secondo! Così sei li che fai le tue cose, lotti (brrr che brutto verbo renzista così coniugato!) con l’influenza, vivi la tua vita, lasci la politica italiana agli usati trucchetti post-elettorali, laddove Berlusconi apre ai Cinque Stelle, mentre Salvini chiude, e il PDR fa il prezioso sugli aiuti ai pentastellati… ma, ecco che, solo un paio di ore dopo, il mondo si rovescia. Anzi, peggio!

“Governo a tempo solo per le riforme, poi nuove elezioni” avrebbe ordinato mentretempo il tal Franceschini (Franceschini, chi? Quello dei quattro anni di renzismo immondo, naturalmente!). Terribile, no? Terribile, ma non è tutto: “Aprire ai grillini? Sì, per cacciarli” avrebbe tuonato poco dopo Silvio Berlusconi (Berlusconi, chi? Sì, quello talmente abituato a imporre il suo volere che non deve essersi neppure accorto di essere solamente “proprietario” del terz’ultimo partito nel prossimo Parlamento). Come non bastasse, proprio mentre questi due esimi rappresentanti del renzusconismo hanno fatto la voce grossa per farsi riconoscere una volta ancora (del resto dovevano farlo, chi se li ricorderebbe altrimenti?), Di Maio stava dicendo che il governo ci sarà a breve, brevissimo, e Salvini apriva ai pentastellati. Insomma, mentre i due vincitori del 4 marzo hanno più o meno palesato di essere quasi pronti a governare, i vecchi marpioni sconfitti pretendevano d’imporre la loro linea.

Ma di quale linea stiamo parlando? E a quale titolo il renzista Franceschini vorrebbe imporre le sue regole? Chi glielo ha chiesto? Perché non guarda dentro il suo scalcagnato partito invece? Non che l’idea del ritorno al voto sia malvagia: di fatto rappresenterebbe certamente l’unica maniera sicura per garantire che il PDR non faccia neanche parte della prossima legislatura, ma che sia uno come Franceschini (o uno che gli somiglia in maniera audace e scaltra) a decidere quando tornare a votare, o cosa dovrebbe fare il governo votato dagli italiani, mi pare esagerato!

Vabbè, c’è da far notare che a telecamere spente il ducetto di Rignano si è infine tolto la maschera franceschiniana e ha smesso di imitare il suo sottoposto, mentre ad Arcore Berlusconi ha dovuto necessariamente far riposare la dentiera onde poter pronunciare, domani, le parole “flat tass”; tuttavia la domanda per Di Maio e Salvini è d’obbligo: ma un vaffa ben modulato, no? Tirare fuori le palle ragazzi, tirare fuori le palle, perché se avessero vinto Berlusconi e il ducetto voi due oggi contereste, nelle trattative per formare il nuovo governo, come il due di picche, né più né meno! Sic!

Rina Brundu

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