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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Urka che genio mediatico! Oggi a DiMartedì Massimo Giannini si è accorto che il vero leader della sinistra è Papa Francesco… Peccato che era già chiaro nel luglio di quattro anni fa. L’estratto dal “Diario dai giorni del golpe bianco”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

papafrancesco

Il grande Papa Francesco, source: the Internet

25 Luglio 2014

Baccalà, pasta e fusilli senza salsa, pomodorini e qualche patatina fritta, questo sarebbe stato – a quanto riporta l’Unità in un flash informativo – il semplice pasto consumato da Papa Francesco quest’oggi alla mensa dei dipendenti del Vaticano. Sua Santità sarebbe “spuntato…()… senza preavviso” e poi, mentre mangiava, avrebbe chiacchierato con i “compagni di tavolata” prima di posare per “qualche scatto con i commensali”. Prima di posare per degli scatti fotografici che sono già diventati virali in Rete, e che sono straordinari e rivoluzionari in tutto: nella loro naturalità, nella loro ordinarietà, nella loro semplicità, laddove restituiscono l’immagine di un mondo a cui semplicemente non siamo abituati: un mondo normale. Ancora più straordinario e rivoluzionario è che questo mondo normale lo proponga come esempio il pastore della Chiesa di Roma, di quella Chiesa che per 2000 anni è stata la casa-madre, la culla dell’esperienza religiosa che è soprattutto formalità, esteriorità, grandezza estetica, impero in terra invece che cristiana promessa di amore disinteressato, incondizionato. Di quella Chiesa di Roma che è sempre stata luogo di culto malvisto dai pepponi di tutte le latitudini.

Al diverso modo di essere di Papa Francesco ci abbiamo ormai fatto l’abitudine, ma ciò che colpisce di questa sua nuova incursione nella nostra vita quotidiana è l’orizzonte d’attesa politico che traccia; colpisce, inoltre, l’epifania che determina, l’improvvisa realizzazione della distanza che il renzismo ha creato, nel tempo, tra l’idealità socialista, comunista, rivoluzionaria, che ha fatto nascere il suo attuale partito di riferimento, il PD, e quello che sembrerebbe essere il target neocapitalistico di Matteo Renzi.

Un abisso, un mare della tranquillità lunare, sembrerebbe essere quello che separa questo papa francescano che chiacchiera allegramente in mensa con gli impiegati (gli operai del comunismo epico?) del Vaticano e il nostro Premier rottamatore dei padre nobili, paninaro, yuppie e rampante in tournée africana pro-affari Eni.

Che i franchi tiratori mediatici ancora nascosti nella redazione de l’Unità – nostalgici forse dei migliori giorni di Berlinguer e dei favolosi miti socialisti sudamericani – preferiscano twittare e ri-twittare Papa Francesco che sorpassa Matteo Renzi a sinistra, ma ormai pure la Bindi e la Finocchiaro, non sorprende affatto, però…. mi chiedo – con quest’aria di renzismo che tira – che fine faranno il mito, la bandiera e le magliette del Che?!

Rina Brundu 

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