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Sul perché non mi piace questo Di Maio diseducativo e superstizioso a trazione CEI. San Di Battista salvaci tu?!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

dimaio2Questo sito negli ultimi mesi ha riservato quasi tutto lo spazio disponibile ai Cinque Stelle e ha auspicato che il prossimo Esecutivo veda Luigi Di Maio come Premier. Lo abbiamo fatto ben prima che i notisti del Corriere della Sera, de La Stampa, e di ogni altra velina informativa italiana saltassero sul carro del vincitore, e lo abbiamo fatto senza risparmiarci mai.

Una delle ragioni per cui lo abbiamo fatto è perché abbiamo sempre visto i pentastellati come l’unico MoVimento politico in grado di portare un drastico cambio nelle dinamiche mafiose e conniventi, omertose, che anche grazie agli scagnozzi operanti nelle redazioni di quei giornali appena citati (ma non solo di quelle) avevano determinato un periodo di emergenza democratica e informazionale unico nel nostro Paese. Insomma, dal MoVimento ci aspettavamo, e ancora ci aspettiamo, un cambiamento di rotta sostanziale capace di portare l’Italia nel futuro.

Ne deriva che, almeno secondo me, non si può andare verso il futuro, non si può determinare quel drastico cambiamento auspicato se, pur di governare, si è disposti a far salire sul carro tutto e tutti, nonché a portarci dietro il retaggio vario e avariato che, prima di ogni altra pedina, ha determinato l’immobilismo culturale, tecnologico che noi soffriamo rispetto alle nazioni del Primo Mondo. Detto ancor più chiaramente io penso che Di Maio dovrebbe smetterla una volta per tutte di baciare santini a destra e a manca, citare la CEI, citare De Gasperi, e dulcis in fundo resuscitare la peggior Italia che abbiamo testimoniato dal dopoguerra ad oggi.

Nella terra catto-superstiziosa per eccellenza, comprendiamo benissimo che il “miracolo” non potrà mai accadere dall’oggi al domani, mentre per lavorare contro gli effetti nefasti di una tale perniciosa cultura servirà molto tempo, soprattutto servirà un nuovo modello scolastico, educativo, didattico, capace di mettere in primo piano il metodo scientifico, i diritti degli individui e una visione del mondo moderna, libera, privata completamente dalle usate scorie perniciose. Tuttavia, cominciare a dare l’esempio partendo dai livelli dirigenziali dello Stato credo che sia il minimo impegno che si dovrebbe prendere il nuovo Esecutivo, soprattutto se questo fosse targato Cinque Stelle.

In altre parole Luigi Di Maio può spendere le sue ore a baciare le sottane dei preti, o i rimasugli di ossa di Tizio o Caio da Nord a Sud della penisola nel suo privato, ma quando si presenta al popolo vestendo abito pubblico dovrebbe almeno almeno tentare di controllarsi: non è questa l’Italia migliore che immaginiamo per chi verrà e non è questa l’Italia migliore che desideriamo per i nostri figli. Altrimenti più che San Gennaro… San Di Battista salvaci tu, presto e bene!

Rina Brundu

 

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