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Al voto al voto c’è da cambiare l’Italia (1) – Sulla debolezza politica del leader paraculo Salvini in vena di appelli risibili. E sul Renzi che una-tantum ha avuto ragione: il PD deve stare all’opposizione!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

salvini.jpgOggi il vero Matteo Salvini è infine uscito allo scoperto con una dichiarazione che è un trionfo di paraculismo. Da un lato avrebbe scaltramente attaccato Luigi Di Maio dicendo: “Qualcuno ha l’ansia da prestazione. Io vado al governo solo e soltanto se posso rispettare il programma” e dall’altro se ne sarebbe venuto fuori con l’appello risibile degli appelli risibili: “Spero PD disponibile ad una via d’uscita”. L’appello era appunto talmente risibile che finanche i Dem intontiti dalla recente batosta elettorale sono riusciti a sollevare la testa e a trovare quel tanto di orgoglio che bastava per rispondergli per le rime: “Lega stia con chi ha il suo programma”.

Vero è che per quanto risibile l’odierno tentativo salviniano di corteggiamento del partito che teoricamente sta agli antipodi di dove sta lui, ci dice molto di questo leaderino che facendosi forte della debolezza di tutto il centrodestra vorrebbe accreditarsi come capetto nazionale in virtù del misero 17% che ha raggranellato alle elezioni. Il Salvini che a parole nega l’inciucio, ma poi quell’inciucio lo rende plastico davanti agli occhi proprio con l’appello ai democratici, si presenta insomma come un capo debole a sua volta, e sicuramente succube di quella scaltra regia politica che il signore di Arcore sta accortamente gestendo nel background. Per certi versi si potrebbe pure dire che il Salvini leader non esiste e non a caso nell’ultimo sondaggio di Pagnoncelli per il programma “DiMartedì” di Floris, solo il 24% degli italiani lo vedrebbe come Premier, una miseria, insomma.

Questa sfiducia del popolo appare oggi quanto mai meritata: che leader è uno che non riesce a liberarsi dai cappi che gli sta mettendo al collo il suo socio di minoranza e, forse, qualche caporale all’interno della Lega? Un leader di vecchia generazione, naturalmente, ovvero un leader di cui l’Italia che cambia, l’Italia futura potrà fare tranquillamente a meno dato che costui non è evidentemente capace di mettere l’interesse del suo Paese prima dell’interesse politico. Di fatto se i nostri politicanti mettessero al centro i desideri del popolo, e non quelli berlusconici, il governo ci dovrebbe già essere e sarebbe composto da M5S, Lega e Fratelli d’Italia, ovvero dai vincitori a vario titolo della tornata del 4 marzo scorso.

In realtà, qualsiasi altra opzione, che pure nei giorni scorsi sembrava fattibile, non avrebbe senso. Una tantum, infatti, anche il duce di Rignano ha avuto ragione: il PD deve stare all’opposizione! Proprio così! Naturalmente il PD non deve stare all’opposizione per le ragioni che elencava Renzi, ragioni che hanno più che altro a che fare con l’ego frustrato dell’ex Segretario, ma dovrebbe stare all’opposizione perché essendo ridotto come è ridotto, con i renzisti presenti in abbondanza tra le sue fila, ogni atto del futuro governo Di Maio diventerebbe impossibile a compiersi perché sarebbe soggetto a ricatto politico. E dove si dovrebbe andare con quella linea di azione? Dove si potrebbe andare? Da nessuna parte, naturalmente.

Ne deriva che se il PD è all’opposizione e non c’è una possibilità d’accordo tra il M5S e la Lega, si dovrà necessariamente tornare a votare. Che lo si faccia dunque, meglio se presto, magari avendo modificato prima la legge elettorale con un Esecutivo a termine, di pochi mesi. Infine, dato che la situazione favorirebbe certamente una roboante vittoria pentastellata alla prossima occasione elettorale, meglio sarebbe che Di Maio, anziché passare il tempo a prendere ostie di qua e di là, si preoccupasse di assicurarsi che quell’eventuale Esecutivo a termine sia davvero tale, di pochi mesi e non di qualche anno, perché quell’opzione, sicuramente molto gradita in quel di Arcore, sarebbe un vero e proprio insulto alla nazione. Meglio ancora, sarebbe un vero e proprio atto di alto tradimento della Patria, non ci sono dubbi su questo, manco uno!

Rina Brundu

 

Le nuove elezioni darebbero anche modo agli elettori PD di mollare i ras renzisti e di imporre le loro libere scelte… finalmente!

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