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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Il ducetto, Claretta e il ducettino. Calenda chi? Il renzista Calenda sarebbe un disastro governativo e la tomba del PD (e che qualcuno gli compri un paio di jeans!). Luigi Di Maio Premier!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Non nuovo alle sue imprese pseudo-dimissionarie, adesso il motto del ducetto è “li schianto ma non mi dimetto”…. sic!

Confesso che a parte i tanti ministri renzisti coinvolti nei vari scandali (dalla Boschi, a Lotti, da Poletti, alla Guidi, a tutti i degni colleghi di simili disastri anche istituzionali), gli altri membri dell’Esecutivo più infame della Storia repubblicana non li ho mai voluti né studiare né conoscere. Del ministro Minniti e dei suoi sogni di gloria intinti in salsa istituto-luce ne ho saputo grazie alla formidabile interpretazione di Maurizio Crozza, ma Calenda, il renzista Calenda, non ha mai ricevuto questo onore e quindi per me è solo un’altra delle tante figure pubbliche deprecabili che hanno contribuito, sotto la guida del ducetto di Rignano, a segnare in maniera drammatica la storia contemporanea del nostro Paese.

Poi, ieri, tra le dinamiche sconce che riguardano quel mucchio di macerie che è ormai l’ex partito di Berlinguer post catastrofe renzista, si viene a sapere che codesto ministro (che non risulta essere stato eletto in alcun luogo dagli elettori e dunque sembrerebbe essere a sua volta vittima del fascino dei golpetti bianchi che tanto ammaliavano il suo ex datore di lavoro), vorrebbe iscriversi al PD ed assumerne la guida. Non contento, ancora prima di avere mostrato il documento di identità per firmare l’iscrizione avrebbe già messo un diktat: no ad alleanze con il M5S! Capperi! Talis pater talis filius, con la differenza che Renzi va ancora in giro con i pantaloni trendy stile pippicalzelunghe (ridicolissimo, ma un qualcuno che lo consigli altrimenti, non c’è proprio?), mentre Calenda ieri si è mostrato alle telecamere con indosso un paio di jeans scoloriti modello radical-chic e finto-proletario, dimenticando che un ex ministro almeno un paio di pantaloni decenti dovrebbe averli e che i veri operai non si mostrano in televisione vestiti di stracci!

Ma francamente il PD è liberissimo sia di adottare come nuovo capo il figlio del ducetto, il ducettino Calenda, così come di andare a sbattere definitivamente contro il muro alle prossime elezioni, certo è che debbono smetterla di dare addosso a Luigi Di Maio o di insinuare cialtronerie sulle possibili prese di posizione a suo danno del Presidente della Repubbica. Luigi Di Maio è stato eletto da oltre il 32% degli italiani, ed è attualmente il leader più credibile per il 51% della popolazione, e quindi sarà la persona a cui il Presidente dovrà necessariamente dare l’incarico, perché Mattarella non mi pare assolutamente sulla linea golpista che caratterizzava pure il pessimo Presidente Napolitano.

In ultimo si potrebbe dire che se Berlusconi continua a tergiversare con Salvini e il PD a fare il prezioso con il M5S, i due partiti vincitori dovrebbero unirsi e andare al governo realizzando la volontà popolare espressa pochi giorni fa. Se non si trova accordo si torna a votare, non ci sono altre possibilità. Inoltre, dato che non è riuscito a farlo il suo partito, è decisamente arrivato il tempo per il Paese di dare il tanto atteso calcio in culo al ducetto, il quale dovrebbe avere la decenza di non farsi vedere mai più, né lui né i suoi scagnozzi (Calenda incluso) perché raramente ci siamo vergognati in maniera così importante di essere italiani come quando questi signori si sono messi in testa di vivere alle spalle del popolo che li sovvenzionava mentre portavano quello stesso popolo alla rovina.

Vergognosi, proprio come i lecca-deretani mediatici che li sostengono e che sono un insulto all’intelletto e alla capacità raziocinante anche dell’ultimo neurone rincoglionito!

Rina Brundu

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!