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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Ma un bel giorno gli daranno un calcio nel deretano? Lo chiede a gran voce…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

jump-988014_960_720Nico Grilloni. Ovviamente a Renzi. Che ieri, alla “conferenza-stampa”, è apparso più bullo del solito, più tracotante che mai, più squallido di sempre. Ma gli italiani, quelli che ancora hanno votato PD, se ne sono accorti?

Ieri sera la scena è stata pietosa. Si era dinanzi ad un individuo che in quattro anni ha dilapidato il patrimonio di consenso di un partito che dal 40%, sotto la sua regia, è scivolato al di sotto del 19%, ad un individuo che, ciononostante, ha avuto l’ardire di attribuire ad altri, e non alle sue cazzate, le cause della sconfitta, un piccolo individuo che ha volutamente trasformato una conferenza-stampa in un pistolotto con decine di j’accuse il cui unico intento era di scrollarsi di dosso le enormi responsabilità per l’ennesima debacle, un modesto individuo che dopo l’ultima dichiarazione nel cui epilogo mancava soltanto il rullio dei tamburi, è codardamente filato via, così non consentendo ad alcun giornalista di porre qualche domanda.

A questo soggetto che ha la tracotanza di dare dimissioni a tempo, ovvero secondo un suo calendario personale, a questo individuo che, con prassi del tutto impropria e assai poco onesta, promette di togliersi dai coglioni solo dopo la formazione del nuovo governo del Paese (per poter così “guidare” le scelte politiche della prima ora, come l’elezione dei presidenti di Camera e Senato), a questo individuo che, dopo Berlusconi, appare come la presenza più nefanda nel nostro presente politico, è mai possibile che nessuno abbia gonadi sufficientemente attive da dargli un sonoro calcio in culo propiziando un volo che gli faccia sciacquare i panni sporchi in Arno e li lasciarvelo? Perché se i suoi sodali ancora abbozzano sperando in una sua resurrezione, è mai possibile che l’intera dirigenza del PD e i numerosi iscritti al partito non colgano l’occasione, in questo momento topico, per un’alzata di scudi che gli imponga un altolà seguito da un efficace “vaffa”?

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! Dobbiamo proprio, dopo sette secoli, dare ancora ragione al Poeta? Nulla è allora cambiato in un lasso di tempo così esteso? È possibile? Perché se così fosse saremmo proprio con le natiche sul selciato. E il sospetto, se nulla a breve dovesse attivarsi. che la realtà sia questa diviene di giorno in giorno più concreto. Fra l’altro, portando lo sguardo aldilà del contingente, questa inerzia fra le fila della sinistra, ove dovesse perdurare ulteriormente, pone anche un problema ai “5 Stelle” che difficilmente potranno anche solo dialogare con questo PD.

Viceversa, se i “5 Stelle” constatassero un deciso allontanamento del guastatore – ma, intendiamoci, un allontanamento sdegnoso, sprezzante che indichi quanto il Pd dell’immediato futuro reputi riprovevole il comportamento del loro ex segretario – allora potrebbero più facilmente dare avvio a un approccio volto al progetto di un nuovo governo.

Cosa è quindi necessario? Basterebbe una reazione interna del partito che, a fronte dell’ennesima recente sconfitta e dell’ennesima smargiassata del segretario, sia così determinata da togliere di mezzo questo ingombrante e squallido personaggio, facendo così capire ai possibili alleati di governo che la musica è cambiata e che è finalmente giunto il tempo del dialogo.

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!