Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Emiliano ha ragione, non siamo Renzi: l’interesse del Paese viene prima. Il PD – depurato dal renzismo – appoggi un governo M5S. E lei Marchionne faccia un ultimo sforzo: ci restituisca un Corriere della Sera degno della sua Storia!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

flower-3049971_960_720Non si può dire sempre di no, e non si può dire sempre di no quando in gioco c’é l’interesse del Paese. Di sicuro non è nell’interesse della nazione tornare alle urne fra qualche mese, magari ripetendo la ridicola campagna elettorale a cui abbiamo appena assistito. Peraltro tornare alle urne non è interesse di nessun partito politico: non lo è di Forza Italia che difficilmente potrebbe contare di nuovo sull’aiuto dell’anziano Berlusconi (fossi al posto della famiglia sbarrerei la porta a chiunque entrasse in casa con simili oscene proposte), non lo è della Lega che difficilmente ripeterebbe l’exploit di due giorni fa, non lo è del Movimento Cinque Stelle per ovvie ragioni e non lo è neppure del PD, per il quale partito tornare alle urne ora significherebbe la dissoluzione definitiva.

Ne deriva che quello che sta arrivando è il tempo della ragionevolezza. Mi rendo conto che in Italia, terra di editori impuri e di scagnozzi addestrati ben peggiori dei loro padroni (basti ricordare il Polito che ieri dava contro ai meridionali rei di avere votato pentastellato, con un astio che non hanno usato neppure i leghisti), il discorso non è facile da farsi, ma dobbiamo farlo. Tutti. Certo, anche i pentastellati avrebbero preferito governare da soli, così come tutti noi che li abbiamo sostenuti, ma l’Italia che due giorni fa ha dato una grande prova di democrazia non è la Bulgaria dei tempi comunistici epici, e anche questo va messo in conto. Per la verità ciò che è più difficile da digerire mentre si propone una convergenza PD-M5S (un appoggio esterno del PD, non una alleanza, qualcuno lo chiarisca a Massimo Franco!), è la componente, la scoria renzista ancora presente nel partito che fu di Berlinguer, basti pensare che Renzi, Boschi, Lotti, Padoan e Serracchiani sono ancora lì.

Il fattore renzista non è un fattore “leggero” da digerire per i pentastellati, così come non lo è la lista di inquisiti, probabilmente eletti, che il duce di Rignano aveva scaltramente approntato prima delle elezioni. Ne deriva che questa sorta di entente-cordiale si potrà fare solo se il PD tornerà ad essere governato quanto prima da una componente davvero moderata e democratica, ovvero da personaggi come Emiliano appunto, da Bersani (LeU) e compagnia. Per il resto bisogna turarsi gli occhi, il naso, le orecchie e procedere perché il tempo cura molti mali. Potrà curare anche il PD sempre che gli infermieri, proprio come diceva ieri sera Travaglio dalla Gruber, passino tosto a mettere la camicia di forza al Segretario dalle dimissioni postdatate. Ai vari sgherri renzisti di tipo mediatico, vedi i Fontana, vedi i Calabresi, ci penseranno invece i loro stessi padroni ansiosi di ricollocarsi in posizioni filo-governative. Si legge che l’esempio abbia cominciato a darlo lo stesso Marchionne a cui non resta che chiedere: ma quando potremo tornare a leggere il “Corriere della Sera” anche se non siamo vecchietti analogici rincoglioniti? Speriamo presto.

E i pentastellati? I pentastellati debbono prepararsi ad andare al governo e a fare se non tutto almeno un buon 80% di ciò che hanno promesso, soprattutto badando a non bypassare le regole, in nessuna occasione, non importa il costo politico, perché altrimenti non si va da nessuna parte. Il governo, proprio come dice Emiliano, deve essere quello proposto dai grillini e votato da oltre il 32% degli italiani, ma questo non vuol dire che chi appoggerà esternamente il partito non debba avere funzioni di controllo specie nella verifica dell’attuazione del programma. In un mondo probo Di Maio, che resta un leader giovanissimo di soli 31 anni (una cosa bellissima, comunque), dovrebbe ascoltare anche i consigli non solo del Presidente della Repubblica ma anche dei più saggi nel PD (e in Leu), dei più capaci, perché se è vero che la nostra esperienza nessuno ce la può fare pure quella altrui a volte può dare una mano.

In ogni caso prima si comincia meglio è, dopo quattro anni di sceneggiate renziste è davvero giunto il momento di darsi una mossa, di crescere tutti quanti e di dedicarci ad altro perché il tempo è contato, non solo per i governi e i governanti, ma per tutti noi!

Rina Brundu

PS Sempre che Salvini non abbandoni la zattera Berlusconi e M5S e Lega non decidano di governare insieme rispondendo alla richiesta fatta loro da  più di metà degli italiani… ma sarà difficile! La vedo difficile!

Ps2 Il sito è in pausa e continua a restare in pausa, al ritorno un po’ di cambiamenti.

PS3 Caso mai passasse di qui, a Sergio Marchionne consigliamo di riportare Ferruccio de Bortoli al Corriere, solo un’idea… ma potrebbe essere utile, prima che il giornale scompaia del tutto, finanche dalla nostra memoria.

marchionne

Advertisements

Natale 2018 – Regala i nostri libri!