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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sud chiama Nord e Nord chiama mafia. Sull’inciucio dell’inciucio in the making… (3). Hanno riconsegnato l’Italia in mano a Berlusconi: ma con che coraggio oggi si guardano allo specchio?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

rovescioHai voglia oggi prendertela contro una classe mediatica di ratti immondi che più il tempo passa più stanno dando prova di essere davvero giannizzeri assoldati da personaggi, sovente pregiudicati, senza scrupoli! La verità resta che se la nostra nazione fosse stata abitata da altra tipologia di gente, oggi avremmo potuto mettere 70 anni di barbarie politico-amministrative nel cassetto. Come fanno, mi chiedo, quei connazionali che solo ieri hanno alzato le palle tronfie e pesanti per andare a riconsegnare il Paese agli inciuci di Berlusconi, dei suoi nani e delle sue ballerine, a guardarsi allo specchio senza vomitare? Come fanno a guardarsi allo specchio, sapendo bene di avere riconsegnato la nazione ad altri cinque anni di immobilismo, di fetidi inciuci? Come fanno a guardarsi allo specchio, sapendo di avere truffato il futuro dei loro figli e dei loro nipoti?

Lo schifo che mi prende è così importante, che per una volta preferisco fare anche io come il giornalista medio italiano: meglio non guardare, meglio non vedere, meglio scrivere altro. Ma per quanto si vogliano chiudere gli occhi la coscienza di quanto potrebbe accadere fra qualche giorno, considerando le prodezze di questa tipologia di eletti ed elettori, non ti dà requie. Lo scenario 1 è infatti scontato. Pare infatti di vederlo il signore di Arcore mentre in questi stessi minuti corre a bussare da Salvini per proporgli proprio ciò che, solo alcune settimane fa, in sede europea, aveva negato di voler fare: consegnargli la Premiership, il sostegno di Forza Italia e predisporre lo scouting in terra PDR…

Lo scouting in terra PDR… c’è da ridere! Non ci sarebbe da meravigliarsi, infatti, se ieri notte, lungi dal pensare al suo discorso d’addio, il ducetto fosse stato impegnato a confabulare telefonicamente con il suddetto signore di Arcore contrattando poltrone, posti, prebende, cariche…

Debbo fermarmi, la coscienza viva del come non sia davvero cambiato nulla mi ferisce come lo sputo freddo di un water otturato e mi impedisce di respirare, mi soffoca quasi…

Continua…

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