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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Corsi e ricorsi (2) – No, caro Di Maio, non siamo affatto nella Terza Repubblica, abbiamo i piedi ben piantati nel fango della Prima e il sedere al vento in attesa dell’uccello padulo liberato dal renzismo durante la Seconda.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

CETRIOLO-DI-CENTRO-DESTRASpiace soprattutto per questi ragazzi che ce l’hanno davvero messa tutta, per questo Luigi Di Maio con gli occhi lucenti che ci crede davvero nel miracolo. Nel miracolo di un’Italia politica eticamente rinata che possa “convergere” intorno al programma pentastellato. Ma quando mai, caro Di Maio? Quando mai? Prima di cambiare l’Italia servirà tanto altro lavoro e probabilmente l’ultimo atto sarà compito da delegare ai tuoi nipoti e pronipoti.

In questo momento, infatti, nell’Italia vera, in quella reale, in quella che purtroppo conosciamo molto bene, Salvini è andato da Berlusconi per ricevere la sua benedizione, per concordare poltrone e strategie, mentre probabilmente e contestualmente il “genio” di Arcore parla al telefono con il “ducetto” per convincerlo a “resistere, resistere” onde portare il suo contributo al desiato grande-inciucio. L’ultima offesa, anche a noi italiani all’estero, viene poi arrecata dallo scrutinio in corso dei voti fuori confine, il quale scrutinio vedrebbe in testa nientepocodimenoche quel PD trombato dagli italiani. NOT IN MY NAME! NOT IN MY NAME! Registriamo però, ancora una volta, che eleggere ambasciatori in campagna elettorale porta i suoi frutti, o no?

Ma l’Italia più vera, più “nera”, non è solo quella rappresentata da una casta con il culo letteralmente attaccato al suo scranno, quanto piuttosto da quella nazione “rispettabile” che codesti individui li ha votati. Immaginiamo questo “bacino elettorale”, questo particolarissimo universo, come un universo piuttosto avanti negli anni, di formazione analogica, egoista, satollo, determinato a tutto pur di difendere gli aviti privilegi che sono quelli della casta ma che sono anche i propri. E il Paese? Il suo futuro? I suoi giovani? Quello può tranquillamente andare in malora, può tranquillamente andarsene affanculo.

No, caro Di Maio, qui non c’è nessuna Terza Repubblica e non ci sarà per molto altro tempo ancora, ma spetterà a voi dare il buon esempio, continuare con il lavoro che state facendo, continuare a lottare contro la mafia e la corruzione, perché codesti signori potranno pure inciuciare quanto e come credono, ma non potranno mai uccidere le nostre idee. Quelle idee continueranno a marciare con i figli dell’Italia migliore che oggi, domani e sempre saprà dire di no, nonché combattere fino in fondo la sua battaglia di civiltà per l’etica politica, per l’onestà, per la giustizia e per la libertà.

Rina Brundu

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