Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sulla pseudo-intellettualità italiana di merda che promuove la reazione in un silenzio osceno. Siamo orfani di Fo, di Rodotà, della Signorelli, c’è rimasto il Berluscalfari (purtroppo!). Sul Fazio pensiero sputtanato da Di Battista, sui modelli Crozza e Berti.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

2000px-Five_Star_Movement.svgQuand’è che si ha certezza di “vivere” un Paese vecchio, “bollito”, che ha tirato i remi in barca, che non ha più nulla da offrire, men che meno speranza? Non ci sono dubbi: quando la sua classe intellettuale diventa un apostrofo fetente tra le parole “ti sto pigliando per il culo”. Dov’è l’apostrofo? Non c’è, ma solo perché non c’è neppure quell’intellettualità, sicuramente non in Italia, non in questi anni tremendi per una comunità ideale che dovrebbe essere sinonimo di irriverenza, di capacità di protesta e di denuncia, e dovrebbe saper fare da luce maestra al popolo immerso nel pantano, confuso, sfiduciato.

Da quel mitico 4 dicembre 2016 che segnò la fine dell’impero del duce di Rignano, non è passato manco un anno e mezzo, eppure, a ben pensarci, sembra che sia trascorso un secolo, un secolo che peraltro è trascorso male, molto male. Lo dico perché in quei giorni, benché anche allora avessimo contro le potenti armate degli editori impuri italiani, e della RAI renzista peggiore di sempre, non eravamo soli, non ci sentivamo soli. Con noi c’era il miglior Dario Fo (almeno fino a quel 13 ottobre che se lo portò via), c’era Stefano Rodotà, c’era la grande Amalia Signorelli che bacchettava da par suo il clan familistico renzista, c’era lo stesso Giampaolo Pansa che a quel tempo osava ancora far sentire la sua voce con coraggio e non era ancora diventato vittima della Sindrome Mamma-i-grillini!

Ma questa campagna elettorale è stata senz’altro diversa: andati quei maestri, siamo rimasti soli a lottare, alla stregua di piccoli Davide circondati da una miriade di Golia disposti a tutto pur di conservare il potere. Sicuro, un punto fermo, soprattutto giornalistico, è stato, per tutti noi, e per tutto il tempo, Il Fatto Quotidiano di Gomez e di Travaglio, al quale però qualche pungolatura bisogna farla. Infelicemente straordinario, per esempio, è stato il momento in cui questi due giornalisti hanno dato spazio, sul loro giornale, alla marchetta pro-tomo del renzista Luciano Fontana, ovvero dell’uomo che ha trasformato l’ex prestigioso “Corriere della Sera” nell’arma contundente usata dal renzismo per annientare l’opposizione non solo politica ma anche di pensiero, e di fatto ha agito da pedina portante nel determinare l’emergenza informazionale epocale che ha caratterizzato questi anni tristissimi per la qualità della nostra vita collettiva e democratica. Gomez, Travaglio, ma come avete potuto? E come è possibile che un favore reso ad un amico possa essere fatto con così grande leggerezza? Rischiando, soprattutto, di ridicolizzare tutto il vostro pur mirabile impegno per denunciare quella situazione di emergenza mediatica senza pari?

In questa tipologia di errore, anche molto ingenuo, non è caduto invece lo straordinario Maurizio Crozza. Questo fenomenale anchorman, infatti, anche stasera, solo soletto, non solo c’ha dato dentro contro il ducetto e il signore di Arcore, ma poi, con la scusa di far loro le pulci, ha mostrato anche tutto il governo Di Maio nel background come non credo sia accaduto da nessuna altra parte in televisione! È stato in quel momento che ho ulteriormente apprezzato l’intelligenza e il coraggio di questo comico genevose, ne sono rimasta ammirata. Sono rimasta ammirata proprio come, alcune settimane fa, sono rimasta ammirata dalla signora Orietta Berti che, unica tra i suoi colleghi televisionari, ha saputo tirare fuori le palle, fare la cosa giusta, e schierarsi con i Cinque Stelle, ma soprattutto con l’Italia giovane, con l’Italia dei suoi figli, con l’Italia che cambia, con l’Italia che è determinata a mutare per il meglio: chapeau!

Chapeau!; perché in fondo anche lei è rimasta sola, proprio come tutti noi. O meglio, siamo rimasti in compagnia dei Berluscalfari renzisti (purtroppo!), dei Cacciari che senza vergogna alcuna hanno dato del “bravissimo” a Berlusconi mentre, disconnesso, vendeva le sue pentole, e, almeno a sentire il gustoso fattoide raccontato da Di Battista questa sera a Piazza del popolo (1), siamo rimasti in compagnia del Fabio Fazio pensiero allenato per anni dall’esperienza marchettara in tv e sovvenzionato con il denaro pubblico. Detto altrimenti abbiamo fatto questa campagna elettorale circondati da una pseudo-intellettualità di merda che in qualche rara occasione è uscita allo scoperto solo per promuovere la reazione, ma la maggior parte delle volte si è rifugiata in un silenzio connivente, omertoso, fondamentalmente osceno.

Intellettuali dei miei stivali: c’è più capacità di denuncia e di critica civile e politica tra le amebe dei fondali marini che in tutta la loro genia, si vergognassero! Si vergognassero soprattutto perché se questi ragazzi riusciranno a vincere domenica, a cominciare questo faticoso percorso di cambiamento della nostra società putrida, non l’avranno certamente fatto con l’aiuto di chi avrebbe dovuto avere maggior capacità di comprendonio, ma l’avranno fatto grazie agli operai, agli insegnanti, ai signori Rossi qualsiasi, ai ricercatori, agli studenti universitari, ai buoni uomini e alle buone italiane che dal Nord a Sud della penisola hanno finalmente trovato il coraggio necessario per dire il sacrosanto BASTA!

Pseudo-intellettualità di merda, appunto!

Rina Brundu

  • Alessandro Di Battista ha raccontato che durante la sua ultima partecipazione al programma di Fabio Fazio costui l’avrebbe intercettato in camerino e gli avrebbe chiesto: “Ti prego, non esagerare con ciò che dirai, c’è stato anche San Remo, il Paese è contento…” (Sic!). Peraltro fu proprio in quella occasione che Di Battista, ignorando le querimonie prostrate del conduttore, ne venne fuori con il mitico: “Se dico, cazzo: Berluasconi ha pagato la mafia… è capace che vi scandalizziate per il cazzo!”.

Advertisements