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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (98) – Dopo… servirebbe un governo di concordia nazionale, ma non a qualsiasi costo, non con nani e ballerine, arrivisti scaltri… Ancora sul supposto inciucio M5S-PDR

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Adesso hanno cambiato sistema! Dato che hanno finalmente compreso che non ci sarà modo di scalzare i pentastellati dalla posizione di primo partito italiano, con il quale, che lo vogliano oppure no, dovranno fare i conti, hanno pensato bene di cominciare a invischiarlo nelle preferite trame inciucione. La “notiziona” di ieri, riportata da diverse fonti mediatiche, alcune dotate di innegabile vena per la dietrologia, dava un Luigi Di Maio, auspicabile futuro Premier pentastellato, seduto a tavolino a contrattare di questo e di quello con il duce di Rignano nell’aftermath delle elezioni politiche.

Che un clima di concordia nazionale dopo il 4 marzo sia quanto mai necessario, nessuno lo discute, specie se consideriamo la situazione economica e amministrativa da armageddon che vive il Paese, ma da qui a consegnare nuovamente l’Italia in mano ai banditi politici che lo hanno rovinato ce ne corre! D’accordo anche con la nuova linea “governativa” grillina, ma quell’eventuale Esecutivo non potrà mai nascere dalle ceneri dell’etica politica che ha fatto esistere e crescere il Movimento: governo sì, insomma, ma non con nani, ballerine, arrivisti scaltri che hanno dimostrato, che continuano a dimostrare, anche in queste stesse ore, di avere lo scranno attaccato al culo, finanche di non essere psicologicamente attrezzati per staccarsene.

Dopo quattro anni terribili per la nazione, dopo quattro anni in cui abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, scandali a profusione, una giustizia che funziona a scatti, a seconda del personaggio che la deve subire, dopo quattro anni in cui abbiamo testimoniato il fango sull’onore delle nostre istituzioni, dopo quattro anni in cui siamo arrivati al punto di provare una vergogna profonda per l’innegabile declino etico della nostra Patria, non si può, secondo me, fare finta di nulla, fare finta che tutto non sia mai stato.

Naturalmente l’eventuale nuovo posto a sedere in Parlamento del renzismo, almeno questa volta sarà stato deciso dagli italiani, e anche questo va tenuto in conto. Ad un tempo però sarà necessario tenere in conto le ragioni di coloro che voteranno M5S perché si augurano che simili fenomeni nefasti, perniciosi politicamente, mediaticamente, eticamente, economicamente, non abbiano più a governare la nostra nazione. Inoltre non è strettamente necessario concertare con il PDR che probabilmente conterà persino qualche franco tiratore in famiglia, ma si può sicuramente discutere con LeU e, sull’altro lato, trovare punti di convergenza con la Lega di Salvini o Fratelli d’Italia; tutto ciò a me pare senz’altro meno immondo del dover trattare con i renzisti. Non dico Casapound perché il razzismo mi è indigesto, ma non ho difficoltà a scrivere che almeno quei personaggi hanno una dignità: non si vergognano di ciò che sono, sono sempre rimasti fedeli a loro stessi, e soprattutto non hanno mandato il Paese a putt…

Con tutto il rispetto, si può dire altrettanto del PDR? Non credo proprio! In ogni caso  è indubbio che un simile accordo con il ducetto e i suoi scagnozzi politici sarebbe la tomba del Luigi Di Maio politico. Di più, sarebbe un caso di alto tradimento dei valori del MoVimento, e questo il suo “staff” dovrà tenerlo in conto, piaccia o non piaccia!

Rina Brundu

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