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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (97) – La tv logora il politico datato che la pratica! Sul ruolo marginale della televisione ai tempi della Rete e sul Renzi a Matrix: altro che essersi fatto da parte!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

C_11_news_20669_newsDico la verità, la mia campagna elettorale mediatica, vale a dire quella che di norma si subiva tramite giornali e televisioni è stata bellissima. Sin dall’inizio ho infatti scelto di non guardare mamma Rai, Mediaset e di vedere solo dei programmi selezionati (per lo più Otto e mezzo –  le puntate che mi interessavano – e DiMartedì su La7), nonché di informarmi online con Il Fatto Quotidiano e pochi altri luoghi virtuali rigorosamente non mainstream (detto altrimenti ho evitato come la peste il sito del Corriere e di Repubblica).

La mossa è stata vincente, specialmente per la salvaguardia del mio ben dell’intelletto! L’ho capito soprattutto quest’oggi quando per qualche motivo che ancora non riesco a spiegarmi (se non con l’abitudine di tenere la tv accesa nel background anche quando si fa altro) ho dovuto sorbirmi due o tre promo del programma Matrix di Mediaset, laddove un arzillo giornalista di cui non ricordo il nome, annunciava la presenza, stasera, di Matteo Renzi in quello stesso programma. Benchè il vedere sullo schermo il faccione satollo di costui mentre si contraeva in un ghigno a mo’ di sorriso mi abbia procurato notevole apprensione, l’informazione è stata di quelle preziose, dato che in virtù della stessa in serata eviterò accuratamente non solo di sintonizzarmi sul dato canale, ma finanche di atterrarvi sbadatamente causa uno zapping incauto!

Le uniche considerazioni che forse si potrebbero fare sono: ma Renzi non aveva dato ad intendere che si sarebbe finalmente fatto da parte? E come mai Matrix invita il PDR, LeU, Fratelli d’Italia, la Lega e non il M5S? Domande retoriche, s’intende, la risposta la conosciamo benissimo tutti, non si tratta di misteri cosmici! Che a ben guardare ciò che mi stupisce di più è la “naiveté” mediatica di questi signori: ma è davvero possibile che nessuno riesca a veicolare loro il messaggio che la tv logora il politico che la pratica?

Nulla come questa prima campagna elettorale dominata dalle dinamiche digitali, ci ha insegnato quello che non avevamo mai capito prima nella maniera importante in cui dovevamo capirlo: ovvero che la televisione dati personaggi li crea, ma può anche distruggerli del tutto anche solamente in virtù dell’esagerata presenza di costoro sullo schermo. Questo è, secondo me, tanto più vero nel caso dei politici e, soprattutto, nel caso di una casta politica datata, varia ed avariata come quella italiana che se non fosse esempio plastico di scriteriatezza mediatica se ne sarebbe guardata bene dal farsi vedere pubblicamente, almeno fino alle 11 di sera del 4 marzo. Io mi domando infatti: ma quanti voti saranno stati spostati (dal canestro del politico X che si mostrava in quello del suo competitor politico Y) a causa di simili apparizioni tv? Sicuramente tanti, tantissimi… forse milioni.

Ne deriva che la speranza per stasera deve essere una e solo una: ovvero che il programma Matrix possa mostrare il renzismo in tutto il suo splendore dal primo fino all’ultimo della trasmissione, il più a lungo possibile. Sarà la morte politica sua… il 4 marzo, naturalmente, ma non abbiamo dubbio alcuno che sarà la morte politica sua. Non solo mediatica, appunto!

Rina Brundu

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