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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia goliardicamente (92) – Ma cosa succederebbe se il M5S non dovesse farcela e noi fossimo ri-governati dai fratelli Tajani-Gentiloni, dal duce di Rignano, da Maria Etruria? Riflessioni pacate e qualche idea di epitaffio per il loculo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

don raffae

Non sono pensieri peregrini, si tratta comunque di concrete possibilità: e se vincesse davvero la destra? Se il grande bluff politico di Berlusconi avesse la meglio sulla precaria stabilità mentale di tanti italiani stressati? Se lo spettro delle Larghe Intese, governate dagli orrendi fratelli Tajani-Gentiloni, si materializzasse davvero dopo il 4 marzo?

Ripeto, non sono pensieri degni, ma bisogna considerarli. Certo, consiglio vivamente di non condividerli subito con i vostri figli, è decisamente troppo presto per lasciarsi prendere dal panico, ma saggio è colui che fa anche il previdente. In questo senso un qualche discorso da fare a quei vostri pargoli nel caso in cui questi eventi nefasti dovessero effettivamente concretizzarsi, è meglio che cominciate a prepararlo.

Poi, davanti al funesto evento, il 4 marzo sul tardi (meglio non attendere il cinque), li radunate intorno a voi e avendo cura di tenere lo sguardo basso onde dare chiara evidenza della vostra vergogna nazionale, direte loro qualcosa tipo: “Caro Turiddu, caro Vitocorleone, caro don Raffaè (per quanto strano come nome di un figlio, non è troppo strano nell’Italia che viviamo), oggi è un giorno davvero triste per il nostro Paese che, ancora una volta, ha preferito la mafia, l’omertà, il consociativismo, la reazione, la connivenza piuttosto che scegliere la libertà. Diceva il saggio: “Guarda e passa” e quindi io vi dico di non prendere esempio da questi signori, teneteli alla distanza, sconsigliatene le biografie ai vostri figli, ricordate sempre che noi rappresentiamo un’Italia migliore. E adesso su, a letto, domani c’è da rastrellare il “pizzo” a lavucciria e non è bene presentarsi tardi”.

Ed io? Cosa farò io dopo questa campagna elettorale quasi toccante nella sua onesta passione? Ne morirò? Può darsi. Nel caso, ricordo che preferirei essere cremata con ceneri da spargersi dalla cima del Gennargentu fino alle bianche scogliere di Aran, da Rignano a Laterina passando per Bolzano, in vero stile pandemico infestante… Tuttavia, nel caso in cui si erigesse un qualche misero loculo in memoria, ecco alcuni epitaffi tra cui scegliere quello che, secondo me, mi ricorderebbe degnamente.

1) Te l’ho detto che le ardite trame del duce mi stavano uccidendo!

2) Non ha mai speso una parola buona per i renzisti né mai strinse loro la mano.

3) Ah, se quell’ordine online Amazon Prime per un Kalashnikov non fosse stato bloccato alla dogana!

4) Evviva!, qui non vendono il Corriere!

Rina Brundu

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