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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (91) – Che i Cinque Stelle siano in crescita nei sondaggi lo si deduce soprattutto dal clima mediatico lugubre e tetro: vuoi mettere quando il PD era al 40%? Ma per l’Italia è carpe diem: o adesso o mai più!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Giornalista italiano diogenico dei tempi: si aggira nel mondo cercando l’elettore renzista, ma alla maniera del suo più etico esempio nella Grecia antica, il sommo Diogene che invece cercava l’uomo, non riuscirà mai a trovarlo….

Difficile negarlo: l’atmosfera è decisamente diversa da quella che precedeva il fatidico giorno del Referendum costituzionale! Prima di quel glorioso 4 dicembre 2016, infatti, l’eccitazione renzista e mediatico-renzista si sentiva nell’aria: sarebbero riusciti a far vincere il SI costasse quel che costasse, che al popolo italiano piacesse oppure no! Poi le cose andarono in altra maniera, e ad oggi quegli stessi personaggi considerano ciò che accadde in quella mitica serata un incidente cosmico ancora non chiaramene spiegato.

Certo, magari  non sono ancora riusciti a spiegarselo, ma è indubbio che una qualche lezione civile stiano cominciando ad impararla. Lo dimostra il fatto che, a dispetto del lavoro indefesso che i media di regime continuano a fare pro domo degli editori schierati, la “carica” offensiva e denigrante nei confronti dei pentastellati si è ridotta di molto. L’avete notato? Da alcuni giorni non si sente neppure parlare più della Raggi, o della spazzatura, del degrado che annichilirebbe Roma, un mezzo miracolo, insomma! Al più il giornalista renzista di questo periodo gira per le contrade alla stregua di un Diogene mediatico dei tempi, cercando disperatamente un elettore disposto a seguirlo sul cammino accortamente tracciato, ma, alla maniera del grande filosofo greco che, più in gamba di lui/lei, cercava un uomo, un uomo vero, non gli/le riuscirà mai di trovarlo…

Nel dubbio dunque alcuni tentano di non sputtanarsi troppo come fecero due anni fa, altri non si fanno vedere in giro, altri ancora, più scaltri, cominciano a fare l’occhietto o il piedino ai pentastellati: dovessero vincere per davvero potrebbe essere una carta utile da giocarsi nel futuro, o no? Questo comportamento, come sempre avviene in Italia, è adottato indifferentemente sia dai giornalisti che dai vip e vipetti a vario titolo, nonchè da quelli che, in virtù della loro posizione, della carica che ricoprono, debbono comunque andarci cauti. Che dire di più? Che siamo italiani e dunque è in fondo tutto nella norma.

Non sarà nella norma, invece, ciò che potrebbe accadere il 4 marzo nel caso in cui Luigi Di Maio dovesse diventare Premier italiano, come tutti quanti noi auspichiamo, io sicuramente. Non sarà nella norma perché sarà la prima volta che, dopo la formazione di un governo italiano, noi sapremo con certezza di avere un Esecutivo libero dalle dinamiche mafiose, conniventi, omertose, ma soprattutto che le avversa fortemente e non svende quel suo credo per arraffare voti a destra e a manca. Non sarà nella norma perché finalmente avremo una rappresentanza al massimo livello giovane, desiderosa di fare, rispettosa dell’istituzione, gagliarda, etica, non piegata ai voleri degli editori impuri italiani. Non sarà nella norma perché per la prima volta nella nostra storia il nostro governo sarà effettivamente espressione libera del suo popolo e non dei grandi interessi che tentano di schiavizzarlo e incatenarlo nel background.

Non sarà nella norma e proprio per questo dobbiamo fare in modo, con tutte le nostre forze, che questo governo esista: ne va del nostro futuro più degno! Insomma, ITALIANI, IL 4 MARZO CARPE DIEM, O ADESSO O MAI PIU’!

Rina Brundu

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