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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (89) – I pentastellati non sono “impermeabili agli scandali”, ma sono credibili per l’Italia etica, granitica che non ci sta e se ne fotte dei loro giornali e dei loro sondaggi!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

gothic-3173129_960_720 (1)Ieri mi è capitato di leggere un titolo di articolo (ormai leggo solo i titoli, tanto è lo schifo che mi provocano i contenuti), nel quale tra il sorpreso e il contrito si “lamentava” il fatto che i pentastellati sarebbero “impermeabili agli scandali” e dunque non avrebbero perso in gradimento dopo il supposto caso “rimborsopoli”. Intanto bisognerebbe scrivere che, a meno che tutti noi non si sia diventati pseudo-giornalisti d’antan un po’ così un po’ rincoglioniti, è difficile vedere nel pseudo caso di cui sopra uno “scandalo”. Gli scandali veri sono stati denunciati anche solo pochi giorni fa dall’ottimo sito Fanpage, ma sono purtroppo anche quelli che la stampa di regime sta facendo carte farse per ignorare.

Il punto focale però resta sempre quello, cioè che non è vero che i pentastellati siano “impermeabili agli scandali” (se Di Battista fuggisse con il ricavato delle sue campagne su e giù per l’Italia, sarebbero i suoi sostenitori ad inseguirlo per primi), ma è vero che sono credibili (pregio che manca a tutti gli altri gruppi politici attuali) e dunque non perdono in simpatia davanti al gossip giornalistico, a dispetto delle continue farloccate spacciate per buone dai sondaggisti dei nostri coglioni. La credibilità – checché ne pensi quel Massimo Franco, notista fontaniano, che da Floris si interrogava perplesso sulla validità di questo concetto importantissimo, di cui in Italia si è purtroppo persa memoria – è un elemento formidabile quando si tratta di additare una classe politica affidabile, mentre l’importanza del suo ruolo crescerà nel tempo col crescere della “coscienza politica” del signor Rossi.

La credibilità è agli antipodi del concetto di politica renzistico: Renzi è semplicemente un leader che con i fatti ha dimostrato di non essere un leader affidabile; la maggioranza PD che lo ha sostenuto ha dimostrato con i fatti di non essere formata da leader affidabili; il giornalismo italiano che ha incensato per anni il renzismo, prostituendo la sua deontologia, ha dimostrato oltre ogni dubbio di non essere affidabile; e allora le domande da porsi sono tutto sommato semplici: cosa vogliono questi signori? Di che si meravigliano? Della maggior capacità di discernimento del popolo italiano? Credono davvero che il cittadino qualunque sia tanto coglione quanto lo vogliono raccontare loro?

Verità vuole invece che in Italia ci sia, vivaddio, una maggioranza sociale eticamente cosciente, politicamente cosciente, solida, ben formata, dotata di valori importanti, prona ad interessarsi del sociale, preoccupata per il destino del suo paese, dei suoi figli, ed è proprio a questa maggioranza silenziosa ma attentissima che i suddetti signori non riescono a parlare più. Detto altrimenti questi due mondi procedono su binari paralleli che vanno in direzioni opposte e dunque non si incontreranno mai. Dulcis in fundo, sarà questa Italia a suo modo granitica, inossidabile, che,  fottendosene apertamente, spavaldamente, del loro “wishful thinking” mediatico  e  dei loro sondaggi taroccati, cambierà l’Italia in meglio per tutti quanti noi. Con tutto il rispetto, io mi pregio di appartenere a quella maggioranza e ne sono orgogliosa!

Rina Brundu

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