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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (83) – Se Cristo fu tradito da Giuda, perché Di Maio non potrebbe essere tradito da Mario Rossi? Su un problema politico serio che i pentastellati potrebbero avere con i “rimborsi” nella nuova legislatura.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Il grande Machiavelli, il cui acume politico non verrà superato mai… da nessuno!

Se è vero che la famosa “mediazione dei media”, vale a dire la presunta capacità didattica dei giornalisti di aiutare il popolo a “comprendere” le questioni più spinose dell’attualità, è stata messa in discussione non solo dalla Rete, ma anche dal fatto che in una qualsiasi scuola primaria ci sono ormai dibattiti, pure su questioni molto complesse, più pregnanti e più illuminanti di quelli che si sentono in uno studio televisivo italiano, è certamente vero che persino le discussioni più sbraccate possono dar da pensare allo spirito attento che le ascolta.

Ne deriva che se le montagne di parole usate in questi giorni dai media nostrani a proposito del caso “rimborsopoli grillina”, montagne di parole adoperate per lo più in malafede e con l’evidente scopo di denigrare i pentastellati, non hanno partorito nulla di intelligente da ascoltare, qualche riflessione più “veritiera” la inducono comunque. Peraltro, tutto questo ciarlare senza senso, non significa che il caso in oggetto qualche problema “politico” serio non lo ponga per davvero. Secondo me lo pone, o meglio ne pone almeno due, e sono problemi così seri da rischiare di mandare in malora tutto il buon lavoro futuro di un eventuale governo M5S.

Per esempio, Alessandro Di Basttista in questi giorni ha continuamente ripetuto: “Non possiamo cambiare l’essere umano, ma possiamo fare pulizia e far rispettare un codice etico, non politico!”. Parole bellissime, naturalmente, esteticamente mirabili, ma il fatto è che con l’animo umano che si portano dietro tutti i discendenti dell’homo sapiens sapiens, quelle parole non bastano: bisogna trovare altre soluzioni, più operative! Per dirne una cito il caso dei parlamentari grillini al secondo mandato. Infatti, a differenza di ciò che paventano (si fa per dire) anche i migliori giornalisti italiani, per quanto mi riguarda non sono i parlamentari pentastellati che NON hanno versato i rimborsi che mi preoccupano, ma quelli che li hanno versati…

Perché? Perché io ho trascorso la vita in aziende dove hanno alloggiato e alloggiano i peggiori squali finanziari che mente umana possa immaginare, e quindi di dinamiche furbe me ne intendo e ad un tempo le avverso con tutta la forza del mio essere. Il va sans dire, direbbero i francesi (che pure loro non si fanno mancare nulla quando si tratta di furbizia affaristica), che se fossi stata un parlamentare grillino furbo della scorsa legislatura avrei avuto ogni interesse a versare i rimborsi: in quale altro modo avrei potuto garantirmi una eventuale rielezione per altri cinque anni senza perdere la faccia davanti al mio elettorato scegliendo di cambiare casacca, nonché tenendo conto delle severe regole grilline sull’argomento? Perciò… pago ora per trattenere dopo.

Proprio così: con i grillini al secondo mandato il rischio rimborsopoli diventa pandemico, ma non solo. A questo primo problema è direttamente collegato il secondo problema di cui parlavo nell’incipit, che è pure ben peggiore del mancato rimborso perchè i grillini di seconda legislatura avranno tutto l’interesse a fare i voltagabbana e a muovere da un partito che non avrà più nulla da offrire loro (purtroppo parafrasando una sciocchezza da Prima Repubblica, si potrebbe anche dire che con l’etica politica non si mangia), verso altro porto d’approdo che non solo li permetterà di tenersi l’intero stipendio, ma persino di ipotizzare una terza eventuale candidatura a fine legislatura.

Se pensiamo infine alla “eagerness” con cui Silvio Berlusconi sta cercando di attirare queste “anime in pena” nel suo circolo di nani e ballerine, nonché alle tante dinamiche di tipo machiavellico che esistono nel background e di cui noi non sappiamo (per quanto si possa stare dalla parte di Di Battista e di Di Maio non possiamo farlo a cervello chiuso, e le regole machiavellane si applicano anche ai pentastellati), ce n’è abbastanza per correre subito, ma subito davvero, ai ripari. Come? Da un lato ponendo la legge anti-voltagabbana come priorità nel caso di governo pentastellato, e dall’altro, prima delle elezioni, facendo firmare un altro documento ai futuri parlamentari grillini, in virtù del quale chi corre con il MoVimento accetta che i “rimborsi” vengano versati alla fonte. Solo in questa maniera molto pragmatica il rischio politico, oltre che economico, verrà drasticamente ridotto, Premier Di Maio avvisato, mezzo salvato…

Rina Brundu (che non è Floris, ma che di processi “aziendali” se ne intende sicuramente più di Floris!).

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