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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (81) – La rivincita di Virginia. Long live Virginia Raggi! Sul perché votare Cinque Stelle il 4 marzo è prima di tutto un nostro dovere etico oltre che civile.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Screenshot da Il Fatto Quotidiano…

Giustizia è fatta! Non ancora del tutto, naturalmente, ma stiamo muovendo nella giusta direzione, fermo restando che non penso che nessuno potrà mai ripagare in pieno Virginia Raggi, la giovane sindaca capitolina, per la diffamazione subita in questi mesi, per il fango che le è stato gettato addosso, per la mera cattiveria di cui è stata fatta vittima per tutto il tempo, molto spesso da parte di personaggi che si vogliono etici, che si raccontono nelle loro pseudo composizioni spiriti intellettualmente accorti, finanche superiori.

Dato che di simili argomenti nel mio piccolo me ne intendo, e conosco da vicino la tipologia di essere schifosi con cui si è dovuta confrontare, mi onoro quest’oggi di averla sostenuta sempre, di averle dato fiducia in ogni momento, come credo gliel’abbia data ogni cittadino italiano onesto, ogni cittadino italiano che pone in primo piano gli interessi del suo Paese, persino a scapito del suo interesse personale.

Long live Virginia Raggi!, il cui pseudo caso giudiziario si fa esempio plastico didattico quando ci ricorda che il 4 marzo che verrà, scegliere di votare per i pentastellati sarà prima di tutto una questione di operare una scelta etica. Il giorno delle elezioni politiche italiane, infatti, non si confronteranno più due ideologie, due modi di intendere la politica, l’economia… ma si confronteranno principalmente due modi di intendere l’etica e la responsabilità civile a tutto tondo: si confronterà il Paese sano e la mafia, si confronterà l’Italia gagliarda che guarda al futuro e l’Italia connivente e omertosa, si confronterà l’Italia determinata a migliorarsi e l’Italia reazionaria, si confronterà l’Italia che guarda a una dirittura esistenziale onesta come conditio sine qua non per determinarsi sul resto e l’Italia machiavellica dei “diversamente onesti”, dei “capaci” incapaci di cambiare perché sanno che facendolo morirebbero, si annienterebbero, si perderebbero nella nebbia carica di ogni irrespirabile fetore che li avvolgerebbe…

Il 4 marzo prossimo, insomma, spetterà a ciascuno di noi scegliere da che parte stare, io l’ho deciso tanto tempo fa ormai e non me ne sono mai pentita… non un solo momento!

Rina Brundu

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