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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (80) – Il Caso Michael Wolff e le farloccate contro Trump, emblema plastico di ciò che potrebbe accadere se Di Maio andasse al governo. E Cairo paga!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

FireAndFury-MichaelWolff-Brightsight-900x600.jpgUn paio di giorni fa Michael Wolff, già autore del volume “Fire and Fury” pieno di farloccate contro Trump (per ammissione dello stesso autore), si trovava in Italia e casualmente è finito negli studi di La7, nonché del trendyssimo “Otto e mezzo” condotto da Lilli Gruber.

Non so quanto Wolff si sia portato a casa in soldoni con questa intervistata italiana, certo è che qualcosa lo possiamo dire senza tema di essere smentiti: la comparsata non ha prodotto niente che già non si sapesse! O, per meglio scrivere, ha omesso tanto di ciò che si sarebbe potuto dire: per esempio il programma ha dimenticato di evidenziare che molte di quelle “notizie” erano appunto mere farloccate, ma soprattutto che i giornalisti radical-chic americani, insieme ai colleghi pseudo-tali italiani, continuano a guardare la pagliuzza nell’occhio di Trump e ad ignorare le molte puttanate compiute dal premiato duo Clinton-Clinton pur di impedire al loro avversario di diventare presidente degli Stati Uniti.

Peraltro, nello studio della Gruber si sono sentite tante inesattezze su Trump, sulla sua vita prima di diventare Presidente, che oltre la malafede mediatica tirano in ballo una certa ignoranza della biografia del soggetto sotto esame. Trump non era la mia opzione preferita al tempo delle elezioni (pensa tu!), ma oggi mi rendo conto di come gli americani abbiano scelto con saggezza: sicuramente sono molto meglio i suoi “shortcomings” perfettamente visibili sotto la luce del sole, della coglioneria, della partigianeria, dell’ipocrisia e, dulcis in fundo, della pericolosità sociale e istituzionale dei suoi avversari politici.

Inoltre non si capisce proprio da che pulpito venga la predica, perché l’autore Wolff è noto negli Stati Uniti per essere autore “unreliable”, arrivista, molto mediatico e molto alenante verso segrete mete che conosce solo lui, altro che giornalismo alla Bernstein & Woodward! A questo punto, dato lo status quo, con un probabile (e quanto mai auspicabile) governo pentastellato in Italia dopo il 4 marzo, è facile prevedere che anche i tomi diffamanti tesi a demolire la figura di Di Maio non dovrebbero farsi attendere troppo: chi sarà il primo coraggioso istrione giornalistico italico a cimentarsi nell’impresa?

Data l’abbondanza di geni mediatici è davvero difficile dire chi ci proverà per primo, ma le novità non potranno che essere davvero “juicy” (succose). Già pare di stare a leggerle con avida curiosità, da quando Giggino fece la prima scoreggia non autorizzata all’oratorio, fino al primo bacio rubato ad una sua compagnetta in quinta elementare: non mi stupirebbe se arrivassero ad imbastire trasmissioni su trasmissioni e note di notisti gagliardi che tireranno finanche in causa il caso Weinstein (del resto hanno già fatto molto di peggio con l’infame Caso Spelacchio!). Insomma, tutto può essere nella Repubblica delle Banane che è pure Paese di Bengodi per gli scaltri Wolff di questo mondo… e Cairo paga*!

Rina Brundu

*Difficile, molto difficile pensare che Wolff sia intervenuto a “Otto e mezzo” a gratis…

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