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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (73) – Sul renzicidio a testate unificate del “Corriere” e di “Repubblica”. Dopo quattro anni hanno finalmente ucciso il morto ed eletto un moribondo al trono!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

pdcorriereIeri si è verificato un mezzo crimine mediatico sulla Stampa italiana di cui pochi si sono accorti, soprattutto perchè per il resto della popolazione si è trattato di uccidere un uomo morto. Ma vero è che i giornali italiani tendono ad arrivare tardi, nello specifico con quattro anni di ritardo. E così, sulle homepages del “Corriere” fontananiano e della “Repubblica” berluscalfariana, a testate unificate come vuole la migliore tradizione di un feudo mediaticamente asservito come il nostro, è comparso il re della mortadella Romano Prodi (quello stesso prima silurato da Renzi nella sua corsa a diventare Presidente della Repubblica e poi traformatosi in cagnolino obbediente quando si trattò di accodarsi al ducetto in occasione del nefasto Referendum costituzionale), che incoronava nuovo leader PD il Gentil Gentiloni già Premier moribondo intervistato dalla Gruber poche ore prima con tanto di balia ad assisterlo nella persona di Paolo Mieli.

La fotografia di Prodi che metteva la mano sulla spalla di Gentiloni mentre quest’ultimo alzava il braccino destro al cielo procurava non poche perplessità. E se da un lato il dubbio che Prodi stesse tirando una cordicella per fare in modo che quell’arto del Premier si sollevasse, ti prendeva insistentemente, dall’altro era difficile allontanare l’idea che i due fossero stati fotografati vicini vicini perché in realtà si stavano sostenendo l’un l’altro alla maniera di due ‘mbriachi che hanno appena lasciato il saloon.

Qualunque fosse la verità, l’immagine trasmetteva un senso di tristezza di tipo istintivo, primordiale: ma cosa stavano celebrando quei signori? A chi stavano parlando? E perché tutti quei “giornaloni” erano lì ad eternarli? L’impressione era che stessero eleggendo, tra loro e loro, il successore di quel ducetto che fino a pochi giorni prima, e per quattro lunghi anni deleteri per l’Italia, avevano glorificato con ogni mezzo possibile e immaginabile, ma se quella era la verità le domande si moltiplicavano: a che titolo lo stavano facendo? Chi aveva consegnato loro il diritto di eleggere nuovi quanto improbabili salvatori della patria? Ah, saperlo…

Di certa ti restava quindi solo la definitiva sensazione che quella sceneggiata ti trasmetteva; la sensazione che raccontava di come alcuni morti viventi (politici e mediatici) si stessero da un lato autocelebrando nell’indifferenza generale, e dall’altro, fatto un funerale di Stato con fretta sicuramente sospetta, si stessero ingegnando ad eleggere altri morti viventi dentro la tribù, per fare cosa non era ben chiaro…

Che dire di più? Come commentare altrimenti, mantenendo il giusto rispetto per la nostra intelligenza? Disgraziato quel Paese che si ritrova con simili mostri incapaci di annientarsi nel buio della notte, quali anelanti futuri Premier, disgraziato quel Paese che vive di codesti pseudo-padri della patria incoronati da cotanto pseudo-giornalismo, disgraziato quel Paese che sostituisce le sue defunte vergogne più grandi con altre altrettanto vergognose, disgraziato quel Paese che purtroppo per noi è proprio il nostro, l’Italia che abitiamo.

Rina Brundu

pdrepubblica

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