Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (72) – D’accordo, io non voterò, ma….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Paradossalmente io non voterò il 4 marzo prossimo. Non voterò perché non sarò in Italia in quei giorni e me ne guarderei bene dal consegnare il mio voto a una qualsiasi ambasciata; ma in realtà io non ho mai votato, anche quando ho potuto, perché penso fermamente che le nazioni non siano di chi vi è nato ma di chi le abita ogni giorno e ogni giorno le fa vivere. Se fosse per me il voto agli italiani all’estero verrebbe abolito subito anche per mere ragioni di sicurezza nazionale, e di converso verrebbe dato a chi nel Paese è nato, qualsiasi sia il luogo geografico di provenienza dei suoi genitori. So però che queste non sono idee che vanno di moda nell’Italia contemporanea sempre schiacciata “between the rock” del suo datato e grezzo provincialismo, ritardo culturale ed etico, e il “crazy place” in salsa neo fascista e mafiosa connivente; tuttavia questi restano i miei pensieri e non credo che cambieranno mai sull’argomento.

Ciò che dovrebbero fare invece gli italiani che vivono all’estero dovrebbe essere di amare comunque la loro nazione e di aiutarla in ogni modo a crescere, mostrando prospettive di visione che per ovvie ragioni chi vive dentro i confini non potrà mai avere. Per esempio, una di queste prospettive diverse di visione, ci dice che a dispetto dei racconti melensi della nostra Stampa di Regime, la reputazione dell’Italia moderna nel mondo è davvero brutta, bruttissima, così brutta che non riesce a salvarci neppure la nostra grande e meravigliosa eredità culturale, laddove paesi come la Francia, la Spagna, ma non solo, continuano a superarci in quanto mete turistiche privilegiate dal turismo internazionale.

L’Italia di oggi è anche una sorta di spettro politico che ha persino smesso di girare per l’Europa, vive ancorato al largo nell’attesa di un improbabile salvatore Godot che, ormai lo sappiamo, non arriverà mai. Ma la penisola contemporanea è molto altro ancora: sono i giovani che se ne vanno, gli altri che restano e non coltivano più speranza, i vecchi che nei loro ultimi giorni debbono preoccuparsi di tirare la carretta, la corruzione e la mafia fatte quasi interlocutrici privilegiate di certe pedine politiche, la sfiducia, il parassitismo, la furbizia conclamata, la generazione gerontocratica che la vince su tutto come ha ben mostrato l’ultima edizione del nazionalpopolare festival di Sanscemo, laddove il più giovane dei partecipanti aveva l’età del patriarca biblico Abramo. Ed è meglio non parlare dell’emergenza democratica ed informazionale che testimoniamo ogni giorno perché servirebbe solo a sputtanarci tutti quanti una volta di più…

Che poi la domanda che ne viene non è peregrina: qual è, infatti, il dubbio che dovrebbe albergare nella mente del signor Rossi qualunque prima che si rechi a votare il 4 marzo? Conservare questa merda intatta o magari aggiungerne dell’altra? Io francamente non capisco, non riesco a capirlo questo modo di ragionare, mi rifiuterò sempre di capire simili discorsi. Che sia davvero tutta colpa del Nord come ci raccontano sui giornaloni di regime? No, non è così, qui al Nord (quello vero, quello che conta), nessuno penserebbe mai che preservare un Sistema così marcio, così deleterio porterebbe mai dei vantaggi a nessuno e infatti i Paesi del Nord seguono altra etica politica interna, non sono coglioni!

Proprio così, io il 4 marzo non potrò votare, ma la mia speranza è che i miei connazionali potranno farlo anche per me e per me, per tutti noi che non abitiamo in Italia, potranno cambiare il Paese, rivoltarlo da Nord a Sud, da Est a Ovest, come un calzino. Italiani votate quei ragazzi pentastellati perché sono i vostri figli, sono i vostri nipoti e ce la stanno mettendo tutta pur di costruire un nuovo orizzonte etico che purtroppo non hanno potuto avere in eredità dalle generazioni dei loro padri. Votate quei ragazzi perché sono l’ultima nostra speranza, dopo c’è solo l’abisso che non merita neppure compassione mentre realizza il suo tetro e lugubre destino!

Rina Brundu

PS D’accordo, io non voterò ma se in questi due mesi Rosebud avesse convinto della bontà di questa causa anche solo un 1% di tutti coloro che hanno letto i miei post di politica, beh… sicuramente il 5 marzo potrei svegliarmi felice e sapendo di avere fatto il mio dovere civile quando serviva. A questo proposito grazie a tutti coloro che stanno seguendo la Politica su Rosebud, in certo modo si è capito che a posteriori sarà difficile toglierla del tutto… e infatti non lo faremo, solo che vivrà più armoniosamente con altri pezzi più letterari ed editoriali che torneranno alla grande. Besos and till next time.

Advertisements

Natale 2018 – Regala i nostri libri!