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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (67) – Di sostanza e di forma: aiutiamo Luigi Di Maio a diventare un buon leader. Sulla Premiership etica del Di Maio I*

ROSEBUD TV – Fabrizio De André – Don Raffaè (The Godfather)

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Promuoviamo una coscienza e una lotta politica civile e democratica. Liberiamo l’Italia dal renzismo, dai suoi interessi familisti, dai suoi boiardi di Stato e dai suoi scandali. Per le ultime notizie su questi argomenti, clicca qui.

Rina Brundu

di maio leader 1Qualche volta Luigi Di Maio ci preoccupa! No, non per le sciocchezze farlocche che scrivono sui giornali sul suo conto e sulla sua supposta mancanza di “sostanza”, quanto piuttosto per il contrario! È indubbio per esempio che in questi giorni questo giovanotto, che immaginiamo sotto uno stress politico e mediatico sostanziale (i giornali italiani, infatti, quando devono dare addosso ad un altro tipo di potere che non sia quello estrinsecato dalla voce del loro padrone, sanno darci dentro come nessuno!), stia lavorando sodo e facendo uno sforzo mirabile, ne siamo contenti. Ad un tempo ricordiamo che, lungi dall’essere l’inesperto che vogliono farci credere, Luigi Di Maio viene da cinque anni di opposizione politica quasi perfetta su palcoscenico nazionale e internazionale, mica come il ducetto di Rignano che prima di fare il golpista italiano era stato un mero ducettino in quel di Firenze, e anche questo vorrà pur dire qualcosa.

In realtà ciò che preoccupa di più del leader pentastellato è il fatto che a volte non mostra quella determinazione che ci aspetteremo da lui, sembrerebbe insomma che alla maniera delle meravigliose querce di Sardegna si stia lasciando piegare troppo dal vento. Il fatto è che il vento di Sardegna è alito carico di sapori, di odori meravigliosi, di olezzi, di profumi che procurano la catarsi dell’anima, ma il vento prodotto dai giornaloni nostrani riuniti a testate unificate per la prossima storica attività di opposizione non ha nulla di tutto ciò… sa più di fetore, di olezzo puzzolente, lo sappiamo, no?

E allora dov’è che sbaglia (se così si può dire) Di Maio? Secondo me, nell’assecondare troppo la “forma”, ovvero le richieste di moderazione oratoria (per inciso, a confronto della merda pseudo-retorica che stanno producendo in questi giorni il signore di Arcore e il suo mastino Sgarbi, Di Maio suona come l’orfanello Oliver che chiedeva un’altra scodella di zuppa all’arcigno padrone dickensiano): cazzo siamo in campagna elettorale!, l’esagerazione ci sta, è dovuta, è lecita!; ma a mio avviso sbaglia anche quando rincorre gli usati politicanti sul terreno scivoloso delle promesse elettorali tanto scaltre quanto ridicole. Per esempio, dire alla platea che tutti dovrebbero avere il medico di base è un’ovvietà, una sciocchezza, un’indegnità che noi non vorremmo sentire mai sulla bocca di Luigi Di Maio.

Dal Di Maio Premier noi ci aspettiamo un cambiamento in tutti i sensi, persino il coraggio dibattistiano di mandarci tutti quanti a cagare se ce lo meritiamo. Nell’Italia nuova che vorremmo vedere dal 4 marzo in poi, insomma, le regole debbono valere per tutti, per tutti noi, specie per coloro che guardano al M5S come “source” preferita da cui far arrivare la classe dirigenziale del futuro. I criminali, i furbi, i negletti, i coglioni, i senza palle sono prima di tutto nel popolo e solo in un secondo tempo si trasferiscono nei palazzi della casta dove di norma nidificano e prosperano. Ma è proprio questo circolo funesto e vizioso che il Di Maio I dovrebbe tentare di abbattere, sotto ogni punto di vista, finanche dialetticamente e soprattutto facendo sempre ricorso a una modalità gestionale chiara, semplice, trasparente. L’ideale sarebbe dunque che – a differenza di ciò che fanno i giornalini che profittano di ogni stupida occasione per puntargli il dito contro, proprio come fanno i compagnetti discoli di un bambino cattivo – noi, noi popolo italiano, riuscissimo ad instaurare con i nostri goovernanti un rapporto onesto di reciproco aiuto, di sostegno, anche intellettuale, anche morale. Questo misero scritto voleva fare proprio questo, dare un esempio in tale direzione, sebbene non cia mai tempo e cinque minuti non bastino mai per dire ciò che si vorrebbe, o per rileggere, o per riscrivere con termini più forbiti ed eleganti, ma il pensiero c’è, sarà sufficiente?

Rina Brundu

*Mi domando se Rosebud non sia il primo luogo dove appare la scritta Governo Di Maio I, non mi stupirebbe… credo che se la vedesse il signore di Arcore ne morirebbe….

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