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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (66) – Dopo le bastonate di Travaglio, un appello a Floris: salviamo Richetti, non è cattivo sono solo le cattive compagnie….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 27-11-2012 Roma Politica Rai – trasmissione ballaro’ Nella foto: Matteo Richetti Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 27-11-2012 Roma Politics Rai – ballaro’ tv show – In the picture: Matteo Richetti

Il “dibattito politico” tra Marco Travaglio e Matteo Richetti di alcune sere fa, da Floris, è ancora ben impresso nella mia mente. A momenti pareva una scena tipo punch ball sul ring con il povero Richetti a prendere bordate, una dietro l’altra, senza soluzione di continuità. Per la verità Marco Travaglio avrebbe potuto continuare all’infinito, ma per amore di verità bisogna dirlo: troppo facile! Insomma, abbattere un renzista oggidì (intendo dire politicamente e mediaticamente, gli altri metodi sono severamente proibiti dalla legge, e bene così), è un gioco da bambini e comunque non è questo il punto che voglio fare.

Il punto è che quella querelle è stata così straordinaria da sembrare anche la scena di un film, con Richetti nel ruolo di un atipico Forrest Gump, mentre non ci saremmo meravigliati se, seduto sulla sua panchina… pardon, sulla sua poltrona, colui avesse iniziato a piagnucolare da un momento all’altro. Tuttavia il vero punto focale resta un altro: ma Richetti si rendeva conto di quello che stava succedendo? Della situazione poco edificante in cui era invischiato mediaticamente? Di quanto fossero poco credibili le sue difese? Le sue posizioni? La domanda non è peregrina perché solamente un gruppo (e Richetti fa parte di quello) che non avesse mai avuto coscienza del muro contro cui stavano andando a sbattere, avrebbe potuto seguire il duce di Rignano a occhi chiusi così come ha fatto, così come ha fatto la maggioranza PD.

Anche le possibilità speculative e interpretative su questi argomenti si sprecano: perché hanno fatto quelle scelte? Perché non lo hanno trombato neppure in questa occasione? Stanno nascondendo qualcos’altro? C’è del nuovo marcio di cui non sappiamo nel deprecabile medagliere renzista degli ultimo tre anni? Qualcosa sfuggito anche ai vari Travaglio, De Bortoli, Belpietro, Amadori, Borgonovo? Tutto può essere e non ci sarebbe da meravigliarne. Certo è che non si può fare a meno di chiederci: dove sperano di andare questi signori nella prossima legislatura? Con che coraggio si presentano a fare gli antifascisti patinati davanti alle telecamere, quando sono stati i sostenitori di un moderno fascismo 2.0 che solo due anni fa stava rischiando di mandare a pu**ane non solo la nazione, ma finanche la sua miglior memoria storica e istituzionale? La sua Costituzione?

Misteri politici italiani nell’attesa di uscire dall’incubo. Nel frattempo, io credo che sarebbe pure opportuno proteggere le specie in estinzione come Matteo Richetti, e tenerlo lontano da Travaglio (l’appello lo faccio soprattutto a Floris che sembrerebbe prono a non saper resistere le sue tentazioni mediatiche): nessuno dei due in realtà è veramente cattivo, sono le compagnie, chi politiche, chi negli studi televisivi, che li rovinano!

Rina Brundu

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