Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (65) – Sul Grillo didattico e l’esaltazione del vespismo, ecco perché non sono d’accordo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Bruno_VespaHo già scritto in passato, e non ho difficoltà a ribadire il concetto, che considero Beppe Grillo un vero Padre della Patria che cammina, vale a dire un qualcuno che quando queste generazioni di politici e di civili deontologicamente vigliacchi (che siamo noi, tutti noi), saranno finalmente andate (mai troppo presto in verità), verrà considerato dagli italiani che verranno un personaggio di cui andare fieri, un esempio mirabile a cui guardare dentro la misera sporta dell’Italia post-seconda guerra mondiale che l’etica civile e politica non ha mai saputo cosa fosse.

Peraltro proprio in questi giorni il Garante M5S si è lustrato ulteriormente le penne con altre iniziative didattiche molto valide: a) non appena il supposto-scandalo dei rimborsi mancati ha riempito le pagine dei giornali, è subito uscito dal cono d’ombra in cui l’avevano accusato di essersi ritirato e, alla stregua di un genitore ansioso e giustamente preoccupato, ha dato sostegno efficace al suo movimento, ai suoi ragazzi; b) ha mostrato un lato umano meraviglioso quando ha detto “Ci sono rimasto male” davanti a quella sorta di pseudo-traffici moralmente illeciti; c) il regalo del libercolo “Come smettere di fare quotidianamente schifo” ai rei dell’oltraggio al suo progetto è stata una perla didattica, appunto, ma anche mediatica da ricordare e forse pure per questo la nostra “grande” (in piccolo) “stampa” l’ha ignorata (o forse l’ha ignorata perchè non l’ha capita affatto!).

Vero è che una notiziola che ho letto en-passant a proposito di Grillo mi ha lasciato perplessa: il Garante avrebbe infatti rivelato che egli sarebbe una sorta di ammiratore del vespismo e dunque mi chiedo: ullalà, ma com’é anche solo pensabile una tal cosa? Com’è possibile? Per essere corretti nei suoi confronti (dato che i nostri giornalini raramente lo sono), debbo chiarire di avere letto che Grillo si troverebbe bene con Vespa, il quale sarebbe anche uno dei pochi giornalisti a non fare partigianeria quando parla del M5S… sarà!

Premesso che non sono mai stata una di quelle persone che davano addosso all’untore Vespa perché lo consideravano esempio plastico del peggior giornalismo italiano (io ho sempre pensato che il giornalismo italiano faccia schifo tout-court, e semmai il problema è salvare quei pochi esemplari non deontologicamente miserabili), resta il fatto che tra l’avere stima per il Vespa uomo e rischiare di santificare il vespismo c’è una grossa differenza! Si tratta cioè di un affare molto pericoloso che anche Grillo dovrebbe valutare bene quando rilascia questa tipologia di dichiarazioni. O crede, Grillo, che se lui non fosse anche il Padre Nobile del primo partito italiano, Vespa si preoccuperebbe di stendergli tappeti ai piedi? Quanto lo difese Vespa quando i craxiani Rai lo sbatterono fuori dal servizio pubblico?

Certo, l’essere umano saggio e forte passa su tutto, e bene fa Grillo a passare oltre… ma tra il passare oltre e il santificare il peggio politico, mediatico, giornalistico civile che ha affondato il nostro Paese in questi ultimi cinquanta anni, che ha mangiato, bivaccato in faccia agli ultimi, mettendo in piedi una sorta di sistema para-statale connivente, omertoso (soprattutto nel senso che non ha mai saputo fare denuncia valida e neppure alcuna differenza per la nazione che pretendeva di rappresentare), deprecabile sotto prospettive multiple, ce ne corre!! Non dimenticare questo status-quo, questa realtà delle cose è infatti una responsabilità etica che ricade su tutti noi, persino sul sempre straordinario e futuro Padre della Patria Giuseppe Grillo da Genova.

Rina Brundu

Advertisements

ROSEBUD TV – LITERATURE: Goethe