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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (62) – Sulla provocazione politica di Roberto Renzetti:“Qualcuno ha visto o sentito i 5 stelle (a Macerata)?”. E sul montanelliano don Farinella che voterà M5S.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

farinellaSono poche le critiche politiche che leggo volentieri in questo periodo di “intensa” campagna elettorale, e quelle poche debbono essere necessariamente firmate da questi tre autori: Marco Travaglio, Roberto Renzetti, Rina Brundu. Sì, d’accordo, ho fatto anche io la renzista furba: lo ammetto, l’ordine di lettura potrebbe anche non essere questo, ma tant’è!

Scherzi a parte, ieri ho ripreso per Rosebud un altro dei pezzi di fuoco che di norma pubblica il bravissimo professor Roberto Renzetti su fisicamente.net. Lo scritto, titolato Politica e filofascismo: IL PD STA DIVENTANDO UN FIANCHEGGIATORE, oltre ad essere un’ennesima lezione per il rintriciullito sistema mediatico nostrano sullo spirito con cui si dovrebbe affrontare una critica politica in un Paese passabilmente democratico, si risolveva nell’essere anche il solito ritratto impietoso dell’attuale status-quo del regime renzista condito in pseudo-salsa antifascista come comandava la recente manifestazione di Macerata.

Scaltro come al suo solito, il professore non ha mancato di aggiungere un  inciso provocatorio in calce in forma di pregnante domanda di chiusura: “Qualcuno ha visto o sentito i 5 stelle?”, intendendo con questo:“Qualcuno ha visto o sentito i 5 stelle (a Macerata)?”. La domanda è legittima, la risposta non la so, immagino che qualche pentastellato ci sarà stato. Tuttavia, anche io purtroppo non sono né un moderato notista del Corsera, né un altro giornalista nostrano timoroso di farsi nemici, e dunque a provocazione rispondo con provocazione: “Caro professore, embeh? E se i Cinque Stelle non ci fossero stati per nulla?”. Io, per esempio, a Macerata non c’ero, e non c’ero non perché vivo sull’altro corno d’Europa, ma semplicemente perché se pure vivessi colà a quella manifestazione non sarei andata lo stesso.

Perché? Perché non sono antifascista? No, semplicemente perché io appartengo ad un’altra generazione; una generazione che avrà pure i suoi mali (basti dire che il Renzi leader appartiene alla mia Goldrake Generation, e dunque ormai noi saremo dannati in eterno, politicamente parlando abbiamo già perso ogni credibilità da un pezzo!), ma a mio avviso non è fascista, non si sente fascista nell’anima e per dati aspetti non sa neppure cosa sia il fascismo. A quelle stesse generazioni appartengono anche il 90% dei cittadini che voteranno per il M5S. Detto altrimenti noi non apparteniamo all’epoca d’oro dei Peppone e dei don Camillo, ma questo non significa che non ci teniamo ai diritti imprescindibili di tutti gli individui. Per tanti versi noi apparteniamo piuttosto a generazioni che si scandalizzano molto di più (di sicuro io mi scandalizzo) davanti alla strumentalizzazione politica e mediatica del fascismo, perché questo è avvenuto a Macerata, nulla più (senza, naturalmente, voler togliere niente a chi ha partecipato a quel raduno).

Insomma, l’Italia avrà tanti mali, ma non è un Paese fascista, e questa semplice ovvietà civile non è neppure un paradosso nonostante quella tipologia di regime sia nato da noi. I mali dell’Italia moderna sono infatti altri: sono l’incapacità di sollevare la testa e scrollarsi di dosso per sempre le scorie mafiose appiccicate sulla nostra pelle da quando durante la guerra gli americani riportarono in Sicilia i vari capi e capetti di Cosa Nostra, sono il  nostro spirito servile, omertoso, connivente, sono la grave emergenza democratica e informazionale che viviamo senza che nessuna autorità trovi la forza di denunciarle con coraggio, sono l’apatia, il vittimismo, la furbizia, la scaltrezza, la gelosia, etc, etc: serve altro? Se serve l’abbiamo comunque in abbondanza…

Tuttavia, per cambiare, per cambiare davvero come collettività, oltre le parole, intendo, un modo importante ci sarebbe. Nello specifico quel “drammatico sconvolgimento” si attuerebbe se anche i tanti cittadini delle generazioni incensanti le opposizioni tipo fascismo vs antifascismo, la smettessero di rispolverare il politichese di quando in quando, di concentrarsi senza soluzione di continuità su quelle datate dinamiche politiche che ci hanno affossato come popolo, come nazione, come Sistema-Paese, e decidessero di voltare pagina una volta per tutte. Insomma, se i tanti, appartenenti anche alla generazione del sempre ottimo Roberto Renzetti, decidessero di fare come il bravo e montanelliano don Paolo Farinella che ha già annunciato di voler votare M5S… anche se turandosi il naso.

Lui vuole turarsi il naso? Per me va bene tutto, tecnicamente ci si potrebbe recare alla “gabina” elettorale sbarrando con filo spinato ogni orifizio possibile, anche a doppia mandata: l’importante è toglierceli dai coglioni, tanto dopo si potrà respirare… meglio!

Rina Brundu

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