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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (60) – Ma per chi sta facendo campagna elettorale il leader forzista? Chi sarà il suo misterioso Premier salvatore della patria? (Sul bluff politico di Berlusconi – Parte terza).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

sbSilvio Berlusconi l’avrebbe garantito: nessuna alleanza col PD! Certo che non gli serve un’alleanza col PD, metà degli attuali candidati piddini sono ex fuorisciti da Forza Italia, dal PDL, dall’ultimo centro-destra o hanno con le politiche berlusconiane una sorta di affinità elettiva; ne deriva che a Berlusconi, qualora si trovasse nella posizione di doverlo fare nei giorni successivi alle elezioni politiche, basterà emettere quel particolare richiamo quasi istintivo, maternale nella sua natura, che in un modo o nell’altro costringerà ogni pecorella smarrita a tornare all’ovile e quindi ad iniziare il solito walzer dei voltagabbana.

Questa strategia a pensarci bene è straordinaria, perché utilizzandola il signore di Arcore potrà garantirsi due risultati: da un lato non dovrà rendere conto al renzismo stracotto delle sue azioni, conservando intatta la sua capacità di determinarsi politicamente, dall’altro non farà incazzare Salvini al quale una alleanza con le scalcagnate truppe del duce di Rignano costerebbe la faccia, la credibilità, e dulcis in fundo qualsiasi possibilità di premiership futura. Geniale! Già, geniale, se non fosse che dietro queste uscite di Berlusconi non c’è nulla, c’è il vuoto siderale, c’è solo l’usata strategia operativa in stile machiavellismo anni ottanta che lo obbliga a mostrarsi sempre “confident”, certo del risultato e determinato, deciso sulla plancia di comando.

Secondo me, l’ultima dichiarazione contra-Renzi del leader di Forza Italia sta a significare solo una cosa, ovvero che i sondaggi “segreti”, che forse si fa confezionare ad ogni ora del giorno e della notte, ad ogni cambio di direzione del vento, gli stanno dando due possibili indicazioni molto importanti: a) che più si espone a promuovere, a ventilare un qualsiasi accordo con un PD inviso ad ogni cittadino dotato di un minimo senso civile e istituzionale, più danneggia la sua stessa campagna elettorale b) che il partito del ducetto deve risultare completamente allo sbando nei suddetti sondaggi top-secret. Detto questo, la domanda s’impone: ma per quale Premier sta facendo campagna elettorale Berlusconi dato che lui non potrà occupare quello scranno? Su quale misteriosa figura stanno scommettendo i cittadini che voteranno a scatola chiusa per il centro-destra?

L’impressione che possa trattarsi del gentil Gentiloni, uno dei peggiori Premier espressi di recente dal nostro Sistema, non è peregrina, e certamente fa abbastanza paura da invitare chiunque a dormire bene la sera prima di andare a votare. Si fa per dire, naturalmente, perché nella realtà post-elettorale Berlusconi avrà tante possibilità di scegliere il prossimo Primo Ministro quante ne ho io di diventare un astronauta Nasa nei mesi che verranno. Ovviamente, Berlusconi sa bene di non avere alcuna chance, di non averla mai avuta, sa bene di star portando il suo bluff politico-sondaggistico agli estremi, ma quando non si ha nulla da perdere perché non provarci comunque? Del resto è proprio così, con questo suo indefesso lavoro, che Berlusconi si è guadagnato il “bravissimo” di Cacciari e anche quello varrà qualcosa nel mondo della politica patinata, o no?

Agli altri taliani, invece, dal 4 marzo in poi resterà la politica quella vera, quella che dovrà rimboccarsi le maniche per riparare i danni procurati nell’ultimo quarto di secolo dai berlusconici prima e dai renzisti poi, e quello “sporco lavoro” dovranno farlo mentre i giornaloni che fanno riferimento a quei due signori, anziché aiutare, continueranno a buttar loro addosso merda proprio come hanno sempre fatto con la Raggi. Tuttavia la mia idea è che una nazione amministrativamente sana, etica valga bene tutto questo, valga bene il duro viaggio se il premio è l’uscita dal tunnel.

Rina Brundu

 

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