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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (57) – Otto e mezzo: invito a cena con delitto. Alleanza post-elettorale M5S-PD: il bravo Travaglio, sempre meglio “attrezzato” di Cacciari, corregge il tiro, ma non basta…

ROSEBUD TV – Francesco de Gregori – Generale

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Rina Brundu

Hannibal_2“Travaglio,” ha chiesto a un certo punto Lilli Gruber questa sera “pensi che sia davvero possibile una allenza post-elettorale tra M5S e PD?”. Mi si è fermato il cuore. Da un lato, solo cinque minuti prima, proprio in quello stesso studio, il filosofo Massimo Cacciari, dando ancora una volta chiara evidenza che la filosofia non è materia per noi italici, si interrogava “Perché Renzi non potrebbe provare ad agganciare i Cinque Stelle?”, dall’altro lato, poche settimane fa lo stesso direttore de Il Fatto Quotidiano se ne era venuto fuori con la straordinaria boutade che, dopo le elezioni, Di Maio dovrà per forza sedersi a trattare “con il PD o con LeU”.

La considerazione di Cacciari non la voglio neppure commentare, fermo restando che viene spontaneo chiedersi come sia possibile che una qualsiasi persona che conosca anche solo minimamente le dinamiche politiche italiane, che abbia seguito anche solo un poco le nefaste avventure renziste degli ultimi tre anni, possa anche solo per un attimo pensare che Renzi sia ancora in posizione di “agganciare” chiunque o una qualunque cosa, anche fosse solo l’ultimo tram di giornata, e che, d’altro canto, sulla sponda pentastellata non stiano attendendo altro che avere il ducetto a cena: in stile Hannibal Lecter, forse, ma non mi riesce proprio di capire in quale altra maniera!

Fortunatamente, dal tempo in cui diede quella sua prima scioccante risposta, questa piccola “sciocchezza” (ovvietà?), sembrerebbe l’abbia realizzata lo stesso altrimenti ottimo Travaglio che, infatti, questa volta ha risposto alla fatidica domanda della conduttrice: “Non con Renzi al commando, credo, ma senza di lui potrebbe accadere…”. Il bravissimo e brillante Marco ha appunto corretto il tiro, ma a mio avviso non basta ancora. E non basta ancora per diversi motivi, il primo dei quali è che se il PD si è ridotto come si è ridotto non è solo colpa di Renzi, ma soprattutto della dirigenza che lo ha sostenuto fino alla fine, che lo sostiene anche in queste ore per certi versi, persino nella sua natura di anelante leader del nuovo PDR.

Insomma, Cacciari e Travaglio ci vorrebbero raccontare che ce lo vedono davvero Luigi Di Maio mentre il 5 di marzo si siede a trattare con Orfini, Franceschini, Fiano, Serracchiani e compagnia cantante?? Ma figuriamoci! Se questo dovesse accadere, da nord a sud scendiamo tutti quanti a Roma e strappiamo le cinque stelle dalla bandiera pentastellata una a una prima di rispedirle nello spazio siderale e infinito. Fuor di giocosa metafora, non posso neanche fare a meno di chiedermi come sia possibile che certi personaggi che si vogliono “filosofi” non riescano a raggiungere la conclusione a cui arriverebbe anche un bambino, ovvero che nel mondo che verrà, ancor più che nel mondo che è stato, la credibilità politica sarà un fattore determinante agli occhi dell’elettore.

Detto altrimenti, accadrà che mentre il filosofo Cacciari continuerà a guardare il dito che punta alla luna, pardon, mentre il filosofo Cacciari continuerà a farsi ammaliare dal Berlusconi imbonitore che vende pentole in campagna elettorale, e a dargli del “bravissimo”, proprio come ha fatto stasera, un numero sempre crescente di italiani in gamba conserverà ottima memoria dei suoi fallimenti politici passati, delle sue promesse non mantenute e di tutto il resto… che non è poco, e se lo ricorderà soprattutto quando andrà a votare.

Senza volere strafare, resto pure convinta che se stasera la Gruber avesse invitato me e Hannibal Lecter nel suo programma, ne sarebbe venuta fuori una discussione almeno almeno più decente e sensata, anche a stomaco vuoto: altro che filosofi trendy!

Rina Brundu

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