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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (56) – Countdown PD: 5 giorni all’anniversario del golpe bianco e 24 giorni al redde-rationem politico.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

1271px-PartitoDemocratico.svg.pngE sì, perché fino ad oggi abbiamo parlato dei bluff sondaggistici e del bluff politico di Berlusconi, ma il Garante italiano, sempre ligio al proprio dovere, ci impone di parlare anche di un altro bluff che si trascina più o meno dal 13 febbraio 2014. Detto altrimenti fra 5 giorni saranno 4 anni da quel fatidico (d’accordo, usiamo questo aggettivo) giorno in cui iniziò il Renzi I e noi italici siamo letteralmente, politicamente, mediaticamente, civilmente, praticamente sprofondati dalla padella nella brace. Di buono c’è solo che di giorni ne mancano invece 24 al momento del redde-rationem piddino.

Ma cos’è il redde-rationem piddino?, mi chiederanno i miei lettori più fedeli, quelli che non perderebbero le mie note politiche neppure per leggere Travaglio. Il redde-rationem piddino sarà quel momento che da un punto di vista temporale scatterà intorno alle 10 di sera di domenica 4 marzo, quando le urne verranno chiuse e gli scrutatori andranno a scrutinare le schede con le quali i cittadini avranno votato. Ma non solo. Il redde-rationem vero e proprio si avrà quando si andrà a verificare la percentuale ottenuta su scala nazionale dal PD e, in barba a tutti i sondaggi che vanno di moda in questo momento, si scoprirà che quella non supera il 12%.

Il numero 12 naturalmente non me la sono inventato, ma rappresenta la percentuale massima ottenuta da quel partito alle scorse amministrative. Confesso tuttavia che io non sarei affatto sorpresa se le prossime elezioni politiche ci consegneranno un PD sotto l’epocale soglia del 10%. Di fatto, anche a voler essere molto accomodanti, non mi riesce di capire da dove dovrebbero provenire i voti per questo partito se consideriamo che la base storica è completamente andata, vuoi in parte al M5S vuoi in parte a movimenti come LeU, mentre i simpatizzanti destrorsi che si accodarono a Renzi in occasione dell’infausto Referendum costituzionale, adesso avranno la copia originale del “programma” verso cui tendere, e da questo punto di vista bisogna riconoscere che il signore di Arcore non si sta risparmiando pur di attirarli a sé in ogni modo.

Personalmente non ho problemi a dire che spero in una sonora punizione del popolo italiano al renzismo, perché solo così passerà l’idea, ad altri anelanti golpisti futuri, che noi non siamo e non possiamo essere una repubblichetta in stile sudamericano pronta a piegare la testa davanti al primo presuntuoso ras che passa e che ci vorrebbe comandare. Tale punizione non dovrebbe riguardare solo Renzi e il suo Giglio Magico, ma soprattutto tutta la casta PD che a livello dirigenziale sostenne quella folle avventura politica, che la supportò nel suo scorrere ed estrinsecarsi, malefatta politica dopo malefatta politica, scandalo dopo scandalo.

Diceva Gramsci (anche lui purtroppo vittima del miserabile status-quo che venne a determinarsi dopo quell’infausto 13 febbraio di quattro anni fa, sotto numerose prospettive): “L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari”, ecco, il momento del redde-rationem piddino sta anche a significare che il tempo dell’illusione, dell’avventurismo politico fine a se stesso è finito, mentre dal 5 marzo 2018 bisognerà cominciare a fare sul serio, pena la scomparsa dalla Storia, altro che goderne gli insegnamenti!

Rina Brundu

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