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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (54) – Sulla tosta e determinata campagna elettorale de IL FATTO QUOTIDIANO

ROSEBUD TV – Francesco de Gregori – Generale

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Rina Brundu


berluscaIntendiamoci, non è che la campagna elettorale la stia facendo solo Rosebud, o solo il “Corriere della Sera” o solo “Repubblica”, o solo i giornali di Berlusconi, o solo Mediaset, o solo la Rai. In realtà una campagna elettorale molto tosta, determinata, la sta portando avanti anche IL FATTO QUOTIDIANO, sia nella versione cartacea diretta da Marco Travaglio sia in quella online gestita da Peter Gomez.

La differenza naturalmente c’è ed è data dal fatto che rispetto ai colleghi che lavorano nei giornaloni citati qui sopra (il giornalino Rosebud, escluso), Travaglio e Gomez non stanno facendo i servi del regime, non si stanno facendo il culo per rendere favori politici al loro editore, al più stanno facendo un favore politico a se stessi seguendo quella che per loro rappresenta una valida via etica e deontologica. Io concordo con quella loro scelta editoriale. Concordo soprattutto perché in questi anni il loro giornale ha acquisito credibilità, e in virtù di quell’in-più che si sono faticosamente guadagnati, non ho dubbi nel dire che se ciò che avesse messo sul piatto in questo particolare momento storico la politica italiana fosse stato diverso, anche la campagna elettorale mediatica di Travaglio e Gomez sarebbe stata diversa.

Questo per dire che quella che appare come una netta “preferenza” de Il Fatto per le posizioni espresse dai pentastellati, soprattutto in materia di legalità, di etica politica, è in realta cosequentia-rerum: insomma, mica è colpa di quella redazione se Forza Italia è gestita da un pregiudicato, se quello stesso partito ha candidato 47 impresentabili e se il PD gli sta dietro, buon runner-up, con 30 personaggi che in una nazione normale non avrebbero mai più avuto accesso ad alcuna carica pubblica, altro che rappresentare la Repubblica a dati livelli! Detto questo, a chi ha occhi per guardare non può sfuggire neppure una data “determinazione” di Travaglio e di Gomez nel battere il ferro finché è caldo, e quindi notizione incredibili – ma purtroppo sempre vere – si susseguono a notizione incredibili in questo particolare periodo su quel giornale, creando una sorta di collezione di “prime pagine” da ricordare.

Degna di menzione è anche la maniera quasi scaltra con cui IL FATTO dà in pasto ai suoi lettori gli articoli di ordinaria mala amministrazione renzista o berlusconica, prima che si scateni in calce la solita sequela di insulti più o meno patinati verso quei politicanti; insulti mediatici fatti vivere da una “rabbia” civile attentamente editata digitalmente, ma che indubbiamente c’é. Ecco, questo è un particolare che non dovrebbe essere dimenticato mai, a dispetto delle “illegittime” lamentele dei “vultures” renzisti che si buttano in quella stessa bolgia commentatoria: la rabbia civile vive nel Paese, o per dirla con il saggio Bersani “la spaccatura è nel popolo”. Detto altrimenti, non è quel giornale che sta in certo modo diffamando il renzismo, ma è il renzismo che ha determinato il pessimo status-quo socio-politico che viviamo è ha in certo modo diffamato l’Italia in primo luogo.

Come a dire che c’è campagna elettorale e campagna elettorale, e alcune, dati e cronache giudiziarie alla mano, sono senz’altro più etiche di altre!

Rina Brundu

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