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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (53) – Il caso Bonino. Quando scrivevamo “Bonino For President” e i cattolici ci salvarono.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

boninoParto sempre dal presupposto che, quando si scrive, a qualsiasi titolo, bisogna scrivere seguendo una data etica, seguendo una data deontologia. La mia etica scritturale vuole che le cose vadano dette, sempre, che le critiche vadano fatte, sempre, e con maggiore forza quando l’oggetto dello scrivere è un personaggio di potere, una figura nota, una entità mediatica che avrebbe il dovere di avere in ogni momento coscienza del suo status, ne deriva che le cose vanno dette sia quando si risolvono in una mera critica sia quando occorre riconoscere un merito.

Come sa bene chi lo frequenta questo sito non fa sconti di nessun genere ai praticanti una qualsiasi confessione religiosa, soprattutto quando codesti praticanti usano la religione come arma politica. Questo è certamente vero, tra gli altri, per i cattolici. Inutile sottolineare inoltre che nelle battaglie di civiltà tra i radicali e i cattolici a proposito di temi importantissimi quali il divorzio, l’aborto, il biotestamento, ovvero a proposito di questioni che riguardano i diritti umani, i diritti imprescindibili degli individui, io non potrei che stare con i radicali. Penso anche che solo uno spirito particolarmente incapace di empatia, particolarmente ipocrita, o forse solamente non in grado di aprire la sua mente verso il mondo che lo circonda, potrebbe pensarla altrimenti. Insomma, su questi argomenti Emma Bonino per tutta la vita!

Vero è però che il confine tra il sommamente buono e il civilmente deprecabile è sovente labile e che esiste sempre una terra di confine dove il meglio e il peggio si confondono. Alcuni anni fa, per esempio, fu il partito trasversale dei cattolici a non volere Emma Bonino come Presidente della Repubblica, mentre tutti noi ne reclamavamo a gran voce l’elezione; orbene, oggi come oggi ci ritroviamo a ringraziarli per quella loro opposizione. Possibile? Sicuro che è possibile. Ed è possibile perché non vi è nulla come una campagna elettorale molto dura per fare venire tutti i nodi al pettine e raccontare un qualsiasi politico nella sua vera essenza, nella sua vera natura, nei suoi tratti meno piacevoli.

Di sicuro non ci piace affatto questa Emma Bonino renzista nell’anima (anche se avrebbe negato di esserlo a parole), determinata sulla via reazionaria, giocoliera quasi nel suo barcamenarsi astuto come di norma accade a chi tiene un piede di qua e un piede di là. Impossibile anche non chiedersi quale sia la vera natura dell’animale politico che vive detro di lei e che, sembrerebbe, sappia bene come destreggiarsi infingardamente tra le necessità civili di un Paese moderno e l’anelare verso dinamiche datate, becere, il cui “istinto” corrotto è stato ormai sputtanato più volte in tutte le sedi deputate. La paura che possa trattarsi di serpente, non lo nego, mi prende: sarà forse pure per questo che i cattolici che di simili mostri biblici se ne intendono l’hanno fermata quando era davvero necessario farlo? Pensa tu, anche l’ultima umiliazione mediatico-politica non ci è stata risparmiata e quindi qui lo dico e qui lo nego: grazie CEI, live long and prosper! Sic!

Rina Brundu

 


Caspita! Oggi intorno alle 6.30 ora nostra pubblichiamo il post sul “caso Bonino” e due ore dopo ecco il “caso Bonino” anche su Dagospia: se questa non è una incredibile coincidenza, come direbbe Crozza, non si sa cosa possa esserlo! È pure indubbio che le avventure di Emma Bonino vadano per la maggiore…

Screenshot da Rosebud con il timing della pubblicazione…

Screenshot da dagospia.com con il timing della loro pubblicazione…

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!