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Filosofia dell’anima – Patrizia Cocco, quercia di Sardegna ed eroina dei diritti civili

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

patriziaVerso metà gennaio Patrizia Cocco, nuorese di 49 anni, usando un emoticon (le faccine gialle) ha scritto sulla sua pagina Facebook che si sentiva “hopeless”, sconfortata. Come non comprenderlo quello sconforto? Giovanissima, bellissima, Patrizia soffriva di Sla (sclerosi laterale amiotrofica), e sapeva che le sue ore erano contate. Patrizia se n’è infine andata nei giorni scorsi, riuscendo a fare ricorso alla legge sul Biotestamento.

La sua bacheca, dove di questa “faccenda” non ho visto grande menzione, come sovente accade con tutte le persone che vivono la vita con coraggio, è piuttosto un inno a quel suo essere una sorta di eroina dei diritti civili nell’anima. Ecco dunque Patrizia che si batte contro la violenza, che quella violenza non la capisce, che si mette in prima fila per difendere i diritti degli animali, che promuove le iniziative sportive, ed ecco Patrizia che fa sua la petizione online indirizzata a Virginia Raggi per intitolare una via di Roma al giudice Imposimato, il cui incipit leggeva: “Ferdinando Imposimato è stato uno dei più grande giudici d’Italia, si è occupato della lotta a cosa nostra, alla camorra e al terrorismo in Italia: è stato infatti giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato a papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione…”.

Per inciso quella petizione ha raggiunto il numero necessario di firmatari e non abbiamo dubbi che il giudice avrà la sua via, ma non credo che questo fosse così importante per Patrizia. Io credo che per Patrizia, per un’anima come quella di Patrizia, fosse importante partecipare, fare la sua parte… per il prossimo. Non è una cosa da poco: quante volte vorremmo fare qualcosa per gli altri e non la facciamo, neppure quando il farla comporterebbe solo un click in più? Il fatto è che sovente non abbiamo tempo, altre volte non sappiamo fermarci a ralizzare quanto sia importante ogni istante della vita, ogni azione, ogni pensiero. Mentre scrivo, mi sto rendendo conto che adesso sto scrivendo per me, e che a suo modo è l’esempio di Patrizia ad insegnarmi.

Scrivo per me anche perché io sono nata nelle sue stesse zone e ne comprendo le dinamiche che le fanno vivere sotto tante prospettive. Quelle dinamiche sono scritte a ferro e a fuoco dentro. Così come è incisa a fuoco vivo nella mia anima la mia sardità, la nostra sardità. Insomma, io posso comprendere più di un continentale le ragioni importanti che hanno portato Patrizia ad essere un’altra delle molte donne forti di Sardegna che vogliono decidere del loro futuro, persino della loro vita oltre la vita, e lo fanno anche a titolo di esempio, con coraggio, con quel coraggio che non è mai mancato a noi isolani dell’interno.

Patrizia era un’altra di quelle anime sarde che non si piegano, che al più vengono piegate dalla malattia o dal vento, proprio come accade alle tante querce centenarie che agghindano la nostra isola bellissima da nord a sud, che più passa il tempo più si fanno ammirare. Non ho dubbi infatti che adesso il suo spirito fiero stia volando libero sopra le meravigliose alture di Sardegna, proprio come le aquile reali che dominano il Gennargentu e alla distanza restano bellissime. Un giorno ci sarò anche io lassù, a librarmi in alto, con intorno le memorie del nostro passato che è il nostro presente, ma che é anche il nostro futuro.

Rina Brundu

PS Non avendo altro da darle in occasione di questo suo viaggio molto importante, regalo a Patrizia, che aveva la mia stessa età, questa mia poesia, considerando quando la scrissi, mi chiedo se non fosse già idealmente nata proprio per lei…

meglio-sarebbe

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