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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (50) – Se l’obiettivo è oltre il 40% serve il popolo del 4 dicembre 2016. Sulle metodologie sondaggistiche discutibili e sulle “soglie psicologiche” farlocche.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

i-cento-puntiSotto certi punti di vista è persino divertente seguire l’accozzaglia di dati farlocchi, pomposamente chiamati sondaggi, che vengono buttati in queste ore nel calderone mediatico per – almeno nelle intenzioni – confondere, imbrogliare, nella migliore delle ipotesi, guidare l’elettorato. Sotto altri punti di vista mi impressiona la naiveté con cui le aziende coinvolte portano avanti queste operazioni, ovvero senza apparentemente rendersi conto che i tempi sono cambiati e certe iniziative palesemente “di parte” possono ritorcerci loro contro, pesantemente. Per esempio, con i dati che codeste “fonti” mettono a disposizione si può fare una sorta di meta-analisi, un’analisi dell’analisi che via reverse-engineering può sputtanare nel dettaglio il modus operandi seguito e portare alla predizione dei loro sondaggi. Scherzo? Affatto, e in realtà è solo per una questione di tempo che non c’è che non lo si dimostra.

Peraltro non è necessario essere dei geni computazionali per renderci conto della manomissione in corso di questi dati. Due settimane fa, per esempio, alcuni sondaggi davano il M5S vicino alla soglia “psicologica” del 30%… Guai al marrano! Ed ecco che, subito, repentinamente, quasi per miracolo, le percentuali dei pentastellati sono rientrate dentro i ranghi imposti dai committenti mediatici e politici: chi saranno questi signori? Chi mai potranno essere? Si tratta senz’altro di dubbi arcani che ti tolgono il sonno.

In realtà, nella realtà dei fatti (e non di quella modificata per esigenze politico-mediatiche) ci sono due cosiddette “soglie psicologiche” già abbondantemente superate: una è senz’altro la soglia del 30% del M5S (che nel pianeta reale naviga verso la soglia strategica del 40% da molto tempo), e l’altra è quella del PD sotto il 20%. Queste due “soglie” sono state peraltro anche provate dalle ultime elezioni amministrative dove il PD non è riuscito a portare a casa, nelle situazioni favorevoli, più del 12%.

Detto questo, io penso pure che i pentastellati, con una campagna accorta sul territorio, con una campagna che spinga anche i più reticenti ad andare a votare, potrebbero aspirare ad una percentuale finale intorno al 45% su scala nazionale. Questa non è fantascienza, come quella che sta proponendo il signore di Arcore confondendo la realtà con il suo wishful thinking, ma è una consequentia-rerum. Nello specifico è conseguenza di cinque anni di politica miserabile che ha confezionato una legislatura politicamente criminale come nessuna mai prima. Se a questo aggiungiamo i “mali” strutturali, politici ma non solo, che da anni procurano un risentimento raro contro la classe politica nostrana, in un Paese normale la percentuale raggiunta dal Movimento dovrebbe essere oltre il 50.

In un Paese normale… ma dato che noi un Paese normale non lo siamo e forse non lo saremo mai, accontentiamoci di ciò che passa il convento e confidiamo nel popolo del 4 dicembre 2016. Solo con il suo aiuto, infatti, riusciremo a spingere la suddetta classe politica incommentabile “gently”, ma in maniera determinata, “into the night”.

Rina Brundu

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!