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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (49) – Il profeta Gentiloni e la bufala del suo buon governo. Sostegno a Carla Ruocco (Roma1).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

gentiloniTra le tante notizie farlocche preferite da giornali come il “Corsera” renzista, vi è quella del leader preferito dagli italiani che sarebbe nientepocodimenoche il gentil Gentiloni, avatar a Palazzo Chigi dell’ex premier golpista Matteo Renzi. Fermo restando che chiunque (e quando dico “chiunque” intendo proprio “chiunque”, e quindi un bradipo immigrato dall’Africa, un eschimese in vacanza, un elefante indiano smemorato, e via così ragionando) avesse occupato la carica di Premier italiano dopo la disastrosa esperienza del Renzi I, sarebbe apparso come nettare salutare per la nostra salute politica e mentale, non si capisce proprio per quali “meriti” sul campo Paolo Gentiloni dovrebbe essere incoronato leader preferito.

Se il nostro giornalismo fosse veramente tale, e non una velina interessata che risponde a un CDA politicamente scaltro, si scriverebbe invece che in data misura il Gentiloni I è stato persino peggiore del Renzi I. Il governo Gentiloni è in realtà espressione plastica di tutto ciò che come cittadini di una migliore Italia futura noi non dovremmo augurarci mai per il buon governo del nostro Paese. Noi dovremmo infatti fuggire da qualsiasi leader scelga il “silenzio” come strumento per tenere buoni i suoi cittadini e tenere a bada le giuste recriminazioni dei suoi avversari, noi dovremmo evitare come la peste i governanti senza una propria personalità, noi dovremmo rifiutare a priori i politicanti che relegano il Paese a ostaggio servile quando si tratta di confrontarci con altre realtà internazionali più forti, noi dovremmo ripudiare senza tentennamenti qualsiasi personaggio profitti scaltramente finanche del periodo di chiusura della legislatura per azionare nomine che non gli competono e che dovrebbe guardarsi bene dall’azionare, specie nei confronti degli “amici”.

Tutto questo e molto altro è stato il misero governo del gentil Gentiloni che, peraltro, si è pure permesso di fare il profeta della volontà popolare sulle intenzioni di voto degli italiani alla prossima occasione elettorale. In realtà se Paolo Gentiloni fosse davvero un leader valido, un uomo politicamente onesto, in conseguenza di questo suo fare e di questo suo dire, dovrebbe comportarsi proprio come gli ha suggerito Luigi Di Maio, ovvero dovrebbe dimettersi e non farsi vedere più. Come cittadina italiana io mi vergogno di lui, delle sue azioni, e non credo proprio di essere l’unica.

Per questi e molti altri motivi non ho dubbio alcuno nell’appellarmi a tutti gli italiani dotati di forte coscienza politica, di una coscienza politica etica, di buona volontà, che tengono a cuore la dignità, nonché l’onore delle nostre istituzioni, e che voteranno a Roma1: sostenete la candidata pentastellata Carla Ruoco contro questo ennesimo politicante d’antan da dimenticare. Lavoriamo tutti insieme per voltare pagina, una volta per tutte!

Rina Brundu

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!