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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Giornalismo poffarbacco! Marco Damilano scrive (ora) su “L’Espresso” un millesimo di ciò che abbiamo scritto in quattro anni su Rosebud contro il renzismo, ma D’Agostino celebra comunque la sua “analisi” politica… sbagliata!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Screnshot da dagospia.com

In realtà Matteo Renzi non è, e non è mai stato, il politico più odiato d’Italia. Matteo Renzi è semplicemente un personaggio, purtroppo figlio della mia Goldrake Generation, che, se l’Italia fosse stata una grande democrazia e non un feudo politico in mano a pochi imprenditori spregiudicati (tra cui l’editore di Damilano, come ci hanno raccontato gli ultimi scandali), non avrebbe mai potuto azionare, impunemente, il golpe bianco di quattro anni fa.

Matteo Renzi è insomma uno di quei personaggi che dovrebbero essere tenuti lontani dall’amministrazione della cosa pubblica perché non è un’attività nelle sue corde. E che colui abbia potuto fare ciò che ha fatto non è solo colpa di De Benedetti o di Berlusconi (troppo facile!), ma è soprattutto colpa di Damilano e di tutti i suoi colleghi giornalisti italiani (De Bortoli, Belpietro e Travaglio esclusi) che non hanno saputo vigilare quando sarebbe stato necessario farlo e che si sono piegati, chi più chi meno, ai voleri di costui e della sua cricca!

Altro che ultimo numero de “L’Espresso”, ma fatemi il piacere!

Rina Brundu

Serie “Guarda tu quante minchiate si riesce a far passare come notizie eclatanti dell’ultima ora se si ha un editore come De Benedetti alle spalle e un redattore di D’Agostino ansioso di omaggiare! Sic!”.

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!