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Filosofia dell’anima – Sul Berlusconi assediato dai cacciatori di poltrone… specchio delle sue trame

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

cat-746242_960_720Si legge che l’ottuagenario Berlusconi sarebbe stanco dell’assedio dei cacciatori di poltrone e abbia interrotto la sua campagna elettorale. Sono una persona che ama molto gli anziani, per motivi che ho dichiarato mille volte, ma francamente non riesco a provare la minima pena per il signore di Arcore. O meglio, la pena la provo ma per ragioni molto diverse e per ragioni che ritengo quel signore non potrebbe capire mai.

Altre cose invece non le capisco io. Non capisco di cosa si lamenti Berlusconi: credeva forse di essere circondato da anime pie disinteressate che si attivano all’istante ad ogni suo commando vittime del suo fascino di uomo di mondo? Fossi al suo posto partirei dal presupposto che non ce ne sia uno, dico uno, di quei “vultures” che provi una qualunque forma di amicizia o di affetto per me e sono certa che non sbaglierei. Non solo: non ho dubbi nel dire che gli amici di vecchia data, quelli più servili e più ferventi nell’offrir quotidiano omaggio sono sicuramente tra coloro a rischio di tradirlo tre volte alla prima occasione propizia. Ma questo credo che lo sappia anche Berlusconi: del resto quei signori e quelle signore non sarebbero lì altrimenti, si sarebbero fatti una vita lontano da lui già molto tempo fa.

Tuttavia ci sono anche altre cose che non “capisco” e mi piacerebbe davvero capire. Per esempio, non capisco perché un signore ottantenne che, in virtù di questo dato anagrafico, ha sicuramente maggior certezza di un trentenne di essere a un passo dal fare il grande salto… non dedichi il tempo che sta riservando a fare la campagna elettorale ad attrezzarsi meglio per quell’altra occasione solenne. Con questo non intendo dire che debba correre in chiesa a confessarsi o a masticare ostie, piuttosto il contrario. Voglio dire che dovrebbe riservarsi il tempo necessario a cogitare sulla sua vita. Su cosa è stata. Io al suo posto me lo chiederei. E al suo posto non saprei darmi risposte. Cioè, quando guardo, da fuori, alla vita di Berlusconi non mi riesce di comprendere cosa si porterà dietro colui. Immagino, certamente, l’affetto dei suoi cari, ma cos’altro? Non saprei. Non mi risulta che abbia fatto nient’altro… Cioè non ce lo vedo uno come Berlusconi a costruirsi una di quelle vite davvero ricche. So che si è costruito una vita di agi, secondo alcuni anche mal guadagnati, secondo altri pericolosamente guadagnati, secondo altri ancora ignominiosamente guadagnati, ma l’eventuale peso di queste faccende lo conosce solo la sua anima, nessun altro può dirimere in merito e comunque non fanno testo per gli argomenti di cui sto trattando.

Resta però il fatto che io non riesco a vedere un solo in-più che un uomo come Berlusconi possa essersi guadagnato in ottanta anni. Certamente è stato un personaggio che ha saputo mettersi al centro dell’azione e così facendo ha toccato molte vite. Ma come le ha toccate? Questo è più difficile dirlo. Per esempio, in quelle molte aziende che ha costruito, dove proliferano, questo lo so per certo, avvoltoi e squali della peggior natura, intenti, nelle intenzioni, a ripetere le gesta del leader, ci sono anche tante brave persone che grazie a Berlusconi portano a casa la pagnotta e crescono i loro figli. Domanda: ma se supponiamo anche per un solo istante che quella sua fortuna che porta ora codesti benefici a terzi, sia stata davvero costruita facendo accordi con la mafia, con la malavita, come danno ad intendere date accuse neppure troppo datate, quell’in-più azionato dal suo fare resta un in-più o vale quanto la cacca di una mosca posatasi su una montagna di altra merda varia e avariata?

Onestamente non so rispondere a questa domanda e in tutta onestà penso che simili cogitazioni non siano neppure troppo importanti. Penso infatti che per Berlusconi, così come per tutti noi, la brillantezza dell’anima sarà determinata dall’essere riuscito, colui, a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati, al meglio. Magari è finanche scritta nel suo destino una esenzione dal doversi fermare a pensare. Oppure è condannato a così operare, fino alla fine, nei secoli dei secoli.

Tutto può essere… che almeno però ci risparmiasse le lamentale sugli avvoltoi affamati di poltrone che lo circonderebbero. Costoro sono infatti se non i suoi figli i suoi figliastri, l’espressione più riuscita del berlusconismo, espressione plastica dell’operare di Silvio Berlusconi in terra… specchio delle sue trame… Ecco, vedi, è proprio a questo punto che mi prendono gli stessi dubbi di prima  e il cerchio si richiude e si riapre…. All’infinito.

Rina Brundu

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