Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (40) – Sulla straordinaria lezione di etica politica data da Luigi di Maio a Gruber e Severgnini

ROSEBUD TV – Fabrizio De André – Don Raffaè (The Godfather)

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

————————————————–

  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
  • —————————————————-

 
CHI SARÀ IL NUOVO PREMIER ITALIANO? VOTALO QUI!

Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

LEGGILI TUTTI QUI

Oppure scarica i PDF e diffondili

Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

———————————–

Promuoviamo una coscienza e una lotta politica civile e democratica. Liberiamo l’Italia dal renzismo, dai suoi interessi familisti, dai suoi boiardi di Stato e dai suoi scandali. Per le ultime notizie su questi argomenti, clicca qui.

three-2154505_960_720Sono cose che in altri luoghi virtuali vanno fatte passare sotto silenzio, naturalmente. Sono cose che un qualsiasi giornalista italico, in questo caso anche un Travaglio ansioso di non umiliare intellettualmente i colleghi, se ne guarderebbe bene dal riportare nero su bianco. Eppure, la scenetta che è andata in onda ieri sera a “Otto e mezzo” (La7), il programma di simil-approfondimento politico condotto da Lilli Gruber, e in sé una dimostrazione plastica della profonda emergenza democratica e informazionale che ha vissuto e ancora sta vivendo il nostro Paese.

Per esempio, a un occhio non abituato a cogitare su date dinamiche sia politiche che mediatiche, la domanda della Gruber a Luigi Di Maio candidato Premier dei pentastellati, sarebbe sembrata logica: “Mi scusi, Di Maio, lei sta dicendo che un partito che dovesse scegliere di appoggiarvi dopo le elezioni, dovrebbe accettare a scatola chiusa il governo, e dunque i ministri, già scelti da voi?”. Di Maio non rispondeva direttamente, a momenti dando purtroppo l’impressione che le accuse di un’attività neuronale non troppo brillante fossero giustificate. Di sicuro, Machiavelli avrebbe sollevato un sopraciglio preoccupato.

Eppure, ciò che il futuro Premier pentastellato andava esternando non era un cogitar peregrino: “Vede, Gruber, noi il governo, i suoi ministri, li presenteremo prima; gli italiani che andranno a votare e ci sceglieranno sapranno già come sarà costituito il loro Esecutivo, una prima in Italia”. Proprio così, come del resto è una prima che si voti un programma e non una poltrona. Naturalmente, questo discorso arrivava criptico sia alla Gruber che al Severgnini sedutole accanto. Costui, infatti, alla stregua di un bambinello cresciuto e allevato nella fattoria infradimensionale del Mulino Bianco, si beava compiaciuto solo quando Di Maio, per lisciargli il pelo, gli spiegava di come fosse stato costretto a ripulire le liste da personaggi razzisti, omofobi, non adatti a rappresentare l’etica del suo movimento e gli mostrava empatia: “Lei ha ricevuto insulti online, Severgnini? Io sono anche stato minacciato di morte”.

Ciò che ha colpito l’occhio allenato è stato dunque questa soft ma sonora lezione di etica politica che in realtà Di Maio non stava facendo solo a quei reietti che avevano osato candidarsi in questo m5S, ma soprattutto ai due signori che gli erano seduti accanto. Due signori che per dirla senza le strategie retoriche che userebbe il miglior Travaglio ansioso di non offendere i colleghi, sono stati due pedine mediatiche importanti (come il 98% del loro compari nelle redazioni di mezza Italia, s’intende) quando si è trattato di appoggiare, sostenere, laudare la peggior casta politica che abbia mai governato una nazione democratica.

Due signori (un signore e una signora) che sono stati due pedine importanti – per tanti versi lo sono ancora – quado si è trattato di osteggiare il cambiamento, e dunque di preservare il peggio di una società anche civile da dimenticare. Di fatto se fosse stato per i Severgnini e le Gruber di questo mondo, noi staremo ancora lì, a leccare il culo del ducetto di Rignano mentre ben bello avrebbe continuato a spolpare il cadavere Italia e a regalarne i bocconi più prelibati a padrini politici e agli imprenditoriali compiacenti…

Già! Queste considerazioni bisogna nasconderle sotto il tappeto nei salotti mediatici patinati della Penisola, ma per fortuna possiamo farle qui usando semplicemente il “tool” dell’onestà intellettuale che ci appartiene. Beato quel popolo che non ha mai letto codesta Stampa o non ha nutrito il suo spirito del cogitare interessato di dati soloni, e insieme matura tanta saggezza da saper decidere di suo!

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com