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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (37) – Dal golpe alla strage politica

ROSEBUD TV – Fabrizio De André – Don Raffaè (The Godfather)

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Promuoviamo una coscienza e una lotta politica civile e democratica. Liberiamo l’Italia dal renzismo, dai suoi interessi familisti, dai suoi boiardi di Stato e dai suoi scandali. Per le ultime notizie su questi argomenti, clicca qui.

Rina Brundu

smiley-1041796_960_720«È una vecchia storia, il problema viene da lontano. Io sono fra quelli che, più di dieci anni fa, consigliai a quel partito che stava per nascere di darsi un assetto veramente federalistico, con effettiva autonomia territoriale”; così rispose Massimo Cacciari giorni orsono alla giornalista di “Repubblica” che gli chiedeva cosa avesse portato il PD a passare da 232 collegi alla ventina circa che potrebbe collezionare alle prossime elezioni. Confesso che questa risposta, emblema di una critica politica quasi omertosa nei confronti del leader, è quasi più sconvolgente delle azioni politicamente scriteriate delle ultime ore di quello stesso capo. Tutto insieme, lo spettacolo che ha offerto quest’oggi il partito che è ciò che è rimasto del PD, è un qualcosa che impressiona sotto molti punti di vista.

L’aspetto più eclatante, persino didattico sotto date prospettive, è senz’altro la dimostrazione plastica che ci ha regalato il duce di Rignano di cosa possa diventare la politica quando smette anche di fingere di essere servizio per il Paese, ma diventa occasione di ascesa sociale, prateria liberata dove far correre i peggiori vizi e le peggiori debolezze che albergano nell’animo umano. A quasi quattro anni da quel golpe bianco che ha letteralmente mortificato ogni speranza di crescita del Sistema Paese, che lo ha definitivamente piegato a dinamiche anche politiche di tipo mafioso, si riesce infine ad apprezzare il pericolo che abbiamo corso tutti quanti come cittadini e come nazione. Soprattutto, si riesce ad apprezzare quanto quel NO tonante detto dall’Italia tutta  il 4 dicembre 2016, ci abbia in fondo parato il sedere da una degenerazione civile che se sappiamo dove è iniziata forse non abbiamo ancora compreso veramente dove sarebbe potuta finire. Ricordiamoci, tra le altre cose, che questi signori sono gli stessi anche impelagati in quel caso Consip che ancora non ha chiarito chi tolse le cimici intercettative e ha portato ad avere un ministro indagato fino alla fine della legislatura, senza che colui avesse mai la cortesia istituzionale di dimettersi.

Naturalmente questi signori sono anche quelli dello scandalo Banca Etruria, dell’imbavagliamento della Stampa e dell’assoggettamento del servizio pubblico, delle dritte in borza a De Benedetti e di infiniti altri scandali che hanno costellato gli ultimi quattro anni della vita politica della nazione, mentre quella stessa nazione viveva una crisi economica e storico-sociale senza precedenti nell’età moderna. Così grave è pericoloso è il pedigree di questa specialissima casta politica che, mentre da un lato si continua a meravigliare per la sua capacità di scavare verso punti bassi che solo dieci anni fa non avremmo mai pensato si potessero raggiungere, dall’altro non si può che provare una sorta di paura dell’anima che annichilisce lo spirito negli scenari distopici che porta seco.

Il popolo del 4 dicembre 2016 ha sicuramente dimostrato una maturità importante degli italiani, ma siamo davvero sicuri che il prossimo 4 marzo il miracolo possa ripetersi? Il problema è che senza una sollevazione popolare di quella magnitudine, senza quel tipo di rigetto da parte di un intero popolo, questa sorta di tessuto malato che evidentemente permea la nostra società non potrà essere riparato, non potrà essere curato. Si legge che “Renzi, farà il senatore: si è candidato nel collegio di Firenze e nei listini di Umbria e Napoli”. La mia personalissima speranza di cittadina italiana che ama il suo Paese è che in queste zone d’Italia si possa attivare sin da subito il meglio della nostra società civile, e possa fare il miracolo: impedire il mercimonio, impedire che il miglior servizio che si deve allo Stato, che gli dobbiamo anche come elettori, possa essere trasformato in mero guadagno facile e oggetto di compravendita. Se è vero infatti che il renzismo, con le epurazioni anche interne delle ultime ore, ci ha dimostrato di essere riuscito a passare con lo stil leggero della gentil farfalletta, dal golpe alla strage politica… è pur vero che per annientare l’intero Paese il passo è ancora lungo e che sulla sua strada troverà personaggi ben più determinati degli amanti delle critiche politiche intinte in acqua di rose di cui all’incipit.

Rina Brundu

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