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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (35) – Sul senso della responsabilità politica collettiva. E ancora sulla conversione al berlusconismo di Eugenio Scalfari

ROSEBUD TV – Francesco de Gregori – Generale

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Rina Brundu

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Screenshot da ilfattoquotidiano.it

Questa mattina sul giornale di Gomez sono finalmente riuscita a vedere i dati di un sondaggio (vedi l’immagine a corredo di questo post) che, a mio avviso, racconta meglio di tante rivelazioni farlocche acquistate da istituti compiacenti da Silvio Berlusconi, dagli sgherri PD e dai loro compari, di quale sia la reale situazione a livello di schieramento politico nel Paese. In tutta onestà penso anche che quel 29+% attribuito ai pentastellati sia un dato conservativo come è logico aspettarsi con questo tipo di rilevazioni, ma sicuramente stiamo muovendo verso proiezioni realistiche.

Naturalmente non fa che piacere leggere di questo risveglio delle coscienze nell’Italia ammorbata, nel corso degli ultimi anni, dalle promesse senza vergogna del cazzaro di Rignano, così come non può che far piacere leggere che tanti imprenditori, capaci e proattivi, prendono le distanze dalle balle ripetute con ammirevole determinazione dal signore di Arcore. Fa meno piacere constatare, ancora una volta (un simile status quo fu registrato anche in occasione del pernicioso referendum costituzionale indotto dalla casta renzistica), come nel nostro Paese sarebbero gli anziani a fungere da palla al piede che impedisce una definitiva realizzazione moderna dello Stato.

Ne convengo che non tutti gli anziani sono necessariamente schierati con questa casta politica che hanno visto nascere, crescere, foraggiarsi e in svariate occasioni della loro vita hanno sostenuto, ma è pur vero che sono sicuramente quel segmento di popolazione che più facilmente può identificarsi con le ragioni della stessa. Come imparare a novant’anni a ragionare altrimenti quando per tutta una vita non si è conosciuto altro? La faccenda è così seria da esulare dal contesto sociale ed economico, nonché dalla capacità intellettuale degli individui considerati in quei contesti, dentro cui queste “scelte” a loro modo indotte possono maturarsi. Per tutte, basta ricordare la recente conversione del nonagenario Eugenio Scalfari al berlusconismo. Perché l’ex direttore di “Repubblica” si è convertito ad una pseudo-dottrina che ha avversato, almeno a parole, per tutta una vita? Semplicemente perché, insieme al renzismo, è tutto ciò che è rimasto di quel passato che per gli altri è da dimenticare, ma che per colui è il suo mondo. Inutile spiegare, inoltre, che quando si tratta di preservare un qualcosa, di farlo vivere al meglio nel futuro. Silvio Berlusconi è sicuramente una carta più sicura dell’anelante ma inconsistente duce di Rignano.

Il senso della responsabilità politica collettiva. Ecco, sì, se ci fosse un qualcosa che chiederei ai giovani italiani di insegnare ai loro anziani padri, agli zii, ai nonni, da qui al 4 marzo, sarebbe il senso della responsabilità politica collettiva. Vorrei che trasmettessero loro il senso di uno Stato che non è mucca da mungere ma Patria, casa, destino, rifugio ideale di cui andare orgogliosi anche quando non ci si guadagna una lira. Diversamente da ciò che ci raccontavano da piccoli, scoperte recenti indicano che il nostro cervello è in grado di imparare cose nuove, sempre e comunque… visto mai che convertiamo pure Scalfari all’intellettualismo etico, all’intellettualismo che è crescita morale e spirituale piuttosto che interesse personale, familistico e di partito? Che lo convinciamo persino a votare per i pentastellati?

Rina Brundu

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