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Riflessioni sul Quarto Potere (13) – Sul crollo verticale del “Corriere della Sera” che in caduta di vendite e di stile sembrerebbe aver assunto il senatore Razzi come consulente linguistico. Un’analisi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

razzi close upHo scritto fino alla noia che non leggo più il Corriere della Sera. Per miei studi però, ieri, causa l’incombente scadenza elettorale, mi sono fatta forza e sono andata ad analizzare la sua homepage. Ecco ciò che ho trovato. Tre quarti della stessa era dedicato al disastro ferroviario in quel di Milano in vero stile Rete 4 e Canale 5, ovvero quando dalla cronaca accidentale tenti di spremere anche l’ultima goccia onde sensazionalizzare, creare il caso e non dover parlare d’altro. Tra le righe del catenaccio si leggeva anche un non ben identificato appello a Roma affinché sborsi più soldi. Che stiano dando la colpa alla Raggi?, mi sono chiesta, ma ho preferito non investigare oltre.

Dopo la tragedia si faceva notare al centro un articoletto in cui l’ex prestigioso giornale di Via Solferino che, non dimentichiamolo mai, è stato pure il giornale di Fallaci e Montanelli (tranquilli, sono spirati, e tendenzialmente fuori pericolo!), arruolava il senatore Razzi, sì, quello di Crozza, quello che sta alla lingua italiana come una gagliarda giraffa alle praterie desolate dell’antartico, per dare addosso a Luigi Di Maio. Subito dopo iniziava il solito catalogo gossiparo, arricchito di donnette mezze nude, e della quotidiana (almeno in passato lo era, evidentemente il trend non è cambiato) fotografia di Kate Middleton raccontata come “coraggiosa” sotto la pioggia e con il pancione… dalla quale sentenza ho dedotto che forse è incinta. Non saprei, potrei sbagliarmi, ma da persona che trent’anni fa i re e le regine inglesi se li “fece” tutti in interminabili lezioni all’università, sotto qualsiasi prospettiva, nella fausta occasione non potrei che augurare all’incombente pargolo il dono di maggior senno di quello mostrato dai suoi avi…. Chissà, il miracolo potrebbe pure accadere!

Tutto qui. Questo era il giornale. Rassegnata ho preso qualche screenshot (vedi in calce), perché carta canta e sono uscita dalla home… ma con un qualcosa che mi picchiettava in testa. Ma era tutto? Era davvero tutto? No, porca l’oca… ecco cosa era mancato: le notizie, porca putt..!! Dunque non avevo potuto leggere nulla degli ultimi scandali renzisti, del seggio altoatesino della Bosken da sei miliardi di denaro pubblico, del PDR in fase di nascita, e dei vari e avariati scandali nel centrodestra, senza dimenticare poi le critiche dei giornali stranieri al “buon governo Gentiloni” che, bisogna dare atto al gentile Fontana, è stata una delle fake news più riuscite e divertenti prodotte dal suo giornale dopo quella del Referendum con il NO e il SI appaiati, testa a testa.

Certo, ci si può scherzare quanto si vuole… ridere fa buon sangue, ma vero è che c’è poco da scherzare. Non penso, naturalmente, che la miglior società italiana moderna si informi sul Corriere attuale, sarebbe un insulto al nostro miglior sentire se scoprissimo che i nostri ricercatori, i nostri professori universitari, i nostri geek, i nostri impresari di start-up corrano la mattina ad aprire una simile velina e si riservino di non iniziare la giornata se non sanno cosa veste la Middleton. Vero è però che questo giornale potrebbe essere ancora il porto d’approdo di un ceto medio magari benestante, ma che non ha risorse formative sufficienti per informarsi alla “fonte” come è d’uopo fare oggi, magari codesti lettori non parlano inglese, magari non parlano altre lingue, magari non hanno dimestichezza con le dinamiche digitali e gli strumenti tecnici; oppure il giornale, specie nella sua versione cartacea (incredibile a dirsi ma penso che la stampino ancora!), viene letto dagli anziani che, saranno pure anziani, ma un qualche rispetto lo meritano comunque….

Già, codesti anziani un qualche rispetto lo meritano comunque, ma che rispetto può insegnare una testata che non si vergogna ad usare il gossip per riempire le sue pagine, che non si vergogna  a disporre del corpo delle donne con uno stile immutato dall’Italia più provinciale di cinquanta anni fa, che non esita a ricorrere a trucchetti sciocchi per attaccare personalmente l’avversario politico (di fatto, non potendolo attaccare politicamente Di Maio lo sbeffeggiano come possono, in pieno stile Gian Burrasca e bulletti da scuola di periferia), ma soprattutto fa trombetta della deontologia giornalistica depennando le notizie del giorno quando sgradite (i.e. quotidianamente), al suo guru politico di riferimento?

Non può insegnare nessun rispetto, naturalmente, se non trasmettere una incredibile tristezza per il disrispetto con cui quella redazione sta attualmente trattando la memoria, anche giornalistica, del nostro Paese. Diceva Marco Tullio Cicerone: “La memoria diminuisce se non la eserciti”, difficile esercitarla guardando a questo Corriere, meglio fare un salto nel fiume Lete, meglio l’oblìo.

Rina Brundu

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Home e close-up Corriere 25 gennaio 2018

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