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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (34) – Dei due uomini più potenti d’Italia: Niccolò Ghedini e Matteo Salvini. Notizie.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

three-2154505_960_720Premetto che molte delle “notizie” che andrò a riferire qui di seguito, a mio avviso sono un mero parto pseudo-politico di una dietrologia portata all’estremo, ma è vero pure che dove c’è fumo c’è anche arrosto e quindi val la pena commentarle. Val la pena commentarle soprattutto perché danno chiara evidenza di come in queste ore manco l’ultimo pensiero che alberga nella mente del politico-scaltro italico riguardi i problemi dell’Italia e degli italiani. Di fatto, l’unica preoccupazione che hanno è: come garantirmi una poltrona di tutto rispetto anche per i prossimi cinque anni?

Per esempio, danno sicuramente da pensare le notizie che si sono lette a proposito delle trame attualmente ordite nel centrodestra. Secondo codeste fonti, tutte rigorosamente anonime, naturalmente, il vero Richelieu alla corte berlusconiana sarebbe l’avvocato Niccolò Ghedini, il quale Ghedini sarebbe pure colui che deciderebbe i papabili candidati nella coalizione berlusconiana. Il vecchio Silvio insomma non avrebbe alcuna voce in capitolo e più il tempo passa più sembrerebbe in mano a questa sorta di boiardi interni che… udite, udite, sarebbero semplicemente la longa manus in quel di Arcore di Matteo Salvini. Il segretario della Lega, dal canto suo, avrebbe comunque le sue gatte da pelare perché come sappiamo vi è un giudice che entro lunedì dovrebbe decidere se il suo status di Segretario del partito è legittimo, o se lo stesso dovrebbe tornare nelle avidi mani di Umberto Bossi…

Considerando che il team difensivo di Matteo Salvini è teoricamente composto dall’avvocato Bongiorno, dallo stesso Ghedini qualora i pettegolezzi di cui sopra avessero un qualsiasi fondo di verità, non abbiamo ragioni per dubitare che il traguardante bello della Isoardi potrà dormire sogni tranquilli. Ma perché ho definito l’avvocato Ghedini e Salvini gli uomini più potenti d’Italia? Perché, a differenza del ducetto che, mentre si illude ancora di esistere politicamente, se la canta e se la suona chiuso nel suo eremo staccato dal resto del mondo, costoro hanno sicuramente una possibilità sostanziale di incidere in maniera drammatica sul futuro assetto politico della nazione.

Gli scenari che si potrebbero fare sono diversi, ma tutti abbastanza credibili. In primo luogo, qualora la consultazione elettorale del 4 marzo ci consegnasse una destra forte nel Paese, un asse Ghedini-Salvini impedirebbe (forse) un governo di larghe intese col duce di Rignano come anelato dall’ottuagenario di Arcore, e non si tratta di una questione insignificante per l’Italia. In secondis, nulla esclude che eventuali fazioni pro-lega possano appunto emigrare in quel partito in un tempo post-elezioni di fatto svuotando Forza Italia e le sue tentazioni inciucione. Si racconta poi di dati contatti, per interposte persone, tra Lega e M5S, e se codesti mediatori riuscissero nell’intento di realizzare quel governo che già esiste nel Paese reale non sarebbe davvero un male…

Io, infatti, non sono d’accordo con la recente campagna de “Il Fatto Quotidiano” ha difesa dei valori “di sinistra” del MoVimento che, invece, si è sempre dichiarato estraneo a questi schemi. Che poi, se data sinistra volesse davvero appoggiare un governo pentastellato non credo proprio che Di Maio e i suoi avrebbero nulla da opporre, fermo restando che se “Il Fatto” sta postulando una possibile futura intesa M5S-PD meglio sarebbe che i cinque stelle si disperdessero nello spazio siderale in forma di particole subatomiche hic et nunc.

Come si evince… i due attuali, veri, uomini più potenti d’Italia possono determinare molto del nostro futuro politico, fermo restando che se gli italiani calassero in massa al voto ed eleggessero il M5S primo partito con oltre il 40% dei consensi, come sarebbe auspicabile, sarebbe il popolo ad essere nuovamente la pedina più importante nel determinare il suo destino, e tutte queste pernicose trame da politica d’antan non servirebbero assolutamente a nulla…

Rina Brundu

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