Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (32) – Il caso “ignorato” dalla Stampa della maggioranza di governo nel Paese reale. E ancora sul “caso Padellaro” ne “Il Fatto Quotidiano”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

continents-2660932_960_720Per dati versi è persino “affascinante” studiare – da osservatore esterno – come venivano gestiti i trucchi mediatici tesi a orientare la decisione di voto dell’elettore al tempo del giornalismo analogico. In quelle passate decadi, infatti, era praticamente impossibile per un cittadino qualunque accorgersi degli stessi (di quei trucchi, immagino sovente concordati tra giornali), mentre oggi possiamo ragionevolmente concludere che i cosiddetti sistemi democratici di cui facevamo vanto in realtà non esistevano.

Degli stratagemmi usati da testate come il Corsera e Repubblica ne avevo parlato spesso in passato (clicca qui per vedere alcuni post che documentavano queste perniciose dinamiche), ma dato che sono giornali che non leggo più da anni non saprei se continuano con i loro metodi d’antan, immagino di sì. Gioco forza ieri l’occhio mi è caduto su un qualcosa di “strano” notato tra le pagine del giornale online di Gomez, anche perché si tratta ormai dell’unico giornale italiano che leggo.

Tra me e me lo chiamo “il caso Padellaro” e ancora questa mattina fatico a spiegarmelo. Ne ho già scritto, ma vale la pena ricapitolarlo. Ieri mattina presto accendo il televisore e lo trovo sintonizzato sul canale La7, in onda c’era il programma Omnibus. Di norma cambio subito, ma ieri mi sono accorta che tra gli opinionisti che dirimevano c’era Antonio Padellaro de Il Fatto Quotidiano un giornalista che ho sempre ritenuto bravo, capace, metodico e pacato. Passano due minuti e sento dalla bocca di colui la seguente dichiarazione: “Tutto sommato la distanza tra PD e M5S non credo sia siderale, credo che se la giochino”.

Ora, se uno sentisse una dichiarazione qualunquista e provocatoriamente falsa come questa (come si fa infatti a dire, usando il metro dell’onestà intellettuale, che un partito che viaggia con oltre il 30% di gradimento nel paese reale se la gioca con un partito che alle ultime amministrative ha ottenuto tra l’8% e il 12%, e per stessa ammissione interna è in profonda crisi di consensi?), dalla bocca di un La Via, una Meli, un Sallusti determinato a stuzzicare la discussione da par suo, non ne terrebbe conto. Ma Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio ci ha abituato ad altra etica: ne deriva che da Padellaro un simile discorso imbonitore, grossolano e taroccato non ce lo aspettavamo. Non contento, ecco che questo signore pubblica anche un post sul giornale online di Gomez e titola: “Il M5S non avrà l’incarico e farà campagna post-voto coi 20 punti“.

A questo punto le domande si impongono pregnanti: come lo sa l’autore che il M5S non avrà l’incarico? Ha in casa la sfera magica del mago Otelma? Ha una linea privilegiata col Quirinale, oppure Padellaro è finanche arrivato al punto di suggerire al Presidente della Repubblica di sbattersene dei suoi doveri di Garante? Che il giornalista, anziché attenersi ai fatti, come sarebbe suo dovere, stia semplicemente dando sfogo al suo “wishful thiking”, magari concordato in Redazione?

Ripeto… il caso qui è interessantissimo e diventa tanto più interessante se si considera che neppure tra le pagine de “Il Fatto” si discute, con la carica deontologica e informativa che sarebbe necessaria, di come il Paese reale un possibile governo solido lo abbia già espresso, ed è quello formato dal movimento di Grillo e dalla Lega.

Il dubbio arcano, si trasforma insomma in possibile oscenità giornalistica ogni ora che passa: ma non è che anche il giornale di Travaglio sta sponsorizzando la malsana idea di sbattersene completamente di ciò che pensa il popolo italiano? Curioso, davvero curioso, ma anche “affascinante” studiare – da osservatore esterno – come il giornalismo d’antan tenti di salvare i suoi vecchi trucchetti finanche nell’era digitale… peraltro senza riuscirci. Sic!

Rina Brundu

 

Advertisements

ROSEBUD TV – LITERATURE: Goethe