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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Ora che non ho più voce…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

faces-2148341_960_720Ho sempre avuto un pessimo rapporto con le malattie, tendo ad ignorarle, almeno finché è possibile. Per certi versi sono l’esatto contrario di un ipocondrico. Il raffreddore poi non l’ho mai considerato una vera affezione… così, nelle rare occasioni in cui me lo prendo mi comporto come se così non fosse. Quello che mi è venuto alcuni giorni fa però sembrerebbe essere più tosto di me, adesso mi ha tolto la voce e mi prende un senso di vertigine che mi impedisce. A farmi compagnia sono le solite cose: gli scandali renzisti, la cronaca dell’emergenza informazionale e democratica che l’Italia sta vivendo, gli usati scandali corruttivi. Fossi stata uno spirito più superstizioso non avrei avuto dubbi che dietro il mio attuale malessere fisico ci potrebbe essere una maledizione lanciata in quel di Rignano, ma purtroppo il mio inscalfibile credo nel fatto che date porte vengano sbattute in faccia anche agli stregoni di Renzi, mi porta a concludere logicamente che il mio raffreddore, se di questo si tratta, sia stato determinato dai soliti fattori che lo cagionano, fattori che peraltro non conosco e non intendo googlare. Mi spiace di più per la mia voce. Non che la ami, anzi. Non sono neppure una che parla troppo. In realtà riuscirei a stare settimane senza parlare. Come ho detto spesso adoro il silenzio. Ma una cosa è scegliere di rendersi muti e un’altra e non poter emettere suono. Che a volte, noi che siamo nati senza importanti problematiche fisiche, spesso e volentieri non ci rendiamo conto di quanto siamo stati fortunati nel calcolo probabilistico che ci ha portati ad essere come siamo. Ma non voglio scadere nell’ovvietà. Senza dimenticare che non riuscire a parlare per qualche giorno, acuisce la capacità di cogitare, che non fa mai male. Mi viene da pensare, infatti, che noi in realtà, nel grande disegno dell’universo, siamo solo variabili di un’equazione, possibilità dinamiche di esistenza, magari facilmente modificabili seguendo una logica entropica che portando necessariamente verso il caos, verso una disgregazione, non può comportare nulla di buono. Ne deriva che l’optimum in noi, per noi, bisognerebbe tentare di raggiungerlo nel momento in cui le diverse variabili postulano il miglior risultato, dopo potrebbe essere tardi. Vero è che non si tratta neppure di regola inscardinabile, e la funzione caos sembrerebbe anche regnare di suo intervenendo nello scorrere delle nostre vite quando meglio crede, quando meno ce lo aspettiamo. Non che questi aspetti dell’esistere mi abbiano mai preoccupato. Nelle occasioni in cui ho dovuto confrontarmi con momenti diversi, belli o brutti che fossero, mi sono sempre accorta di non essere uno spirito troppo attaccato alle dinamiche della sua esistenza terrestre. Mi interessano molto di più le possibilità del dopo, il mistero del ciò che verrà della cui esistenza io non dubito minimamente. Faccio conto, tuttavia che, necessariamente, non potrò andarmene da questo mondo spogliata di tutto come vorrei, avrò un carico con me. Immagino sarà il carico delle storie e dei momenti vissuti, di tutti i momenti, indipendentemente dal loro valore didattico, etico. Mi secca? Non esattamente, ma tante faccende le lascerei qui, trovandole non rilevanti. Fosse per me mi porterei dietro i soli ricordi cari, gli sguardi delle persone a cui ho voluto bene, il ricordo dei volti scuriti degli anziani di Sardegna che conoscevo al tempo della mia bellissima infanzia e che ora non ci sono più, il tocco delle mani di mio padre e di mia madre, la linea dolce della grande montagna inondata di sole rosso al tramonto, le tracce di uccellini infreddoliti lasciate sulla neve caduta di fresco… A ben pensarci i momenti che vorrei portarmi dietro sono tanti, infiniti, dentro una vita così ricca di tutto, che mi ha dato tutto, tutto ciò che era veramente importante. Pazzesco, che rottura di coglioni! Pensare che altri al mio posto avrebbero risolto con Vichs Sinex spray nasale: decisamente tendo a strafare…

Rina Brundu

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