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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (29) – Sulla campagna elettorale per pochi intimi di Matteo Renzi, cocco di babbo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

babboNaturalmente per quanto riguarda la RAI mi sono premunita. Non ho più quell’età in cui riesco a fronteggiare quel faccione satollo che mi si presenta scaltro e infido all’improvviso, senza avvisare, sullo schermo, magari solo perché non ho riflettuto mentre cambiavo canale, magari solo perché ho cambiato di fretta senza guardare. Così ho bloccato quei canali e questo dovrebbe in dato modo garantire serenità dello spirito almeno fino al 4 marzo: niente bava di giornartisti inginocchiati in direzione di Rignano ad ogni alba e ad ogni tramonto, niente pseudo-esperti assoldati dal PD per l’occasione, sempre con i nostri soldi, in pieno stile “quando il duce furoreggiava”, niente penose sceneggiate a fare finta di ricordarsi che esista anche un 98% della popolazione italiana che di codesti signori ne ha davvero le balle piene.

Tuttavia il problema resta. Non così grave, ma resta. Con lo zapping folle a cui ci siamo abituati in questi anni, nulla esclude infatti che quello stesso faccione scaltro e satollo appaia anche quando incautamente si atterri in un qualsiasi altro canale digitale, del resto, bisogna dargli atto, il ducetto ha occupato tutto quanto c’era da occupare. È stato dunque proprio nel corso di qualcuno di questi “inevitabili incidenti” del quotidiano, ma soprattutto in quei fatidici secondi in cui vieni colta dal panico di dover cambiare subito canale e desideresti un telecommando stile pistolero dell’west, vale a dire dotato di cinturone sempre attaccato alla vita, che mi sono reso conta di come l’attuale campagna elettorale di Matteo Renzi sia soprattutto per pochi intimi. Per pochi privilegiati?

Naturalmente, io non so se a far propendere il ducetto verso questa dolorosa decisione (lui, immagino, avrebbe sicuramente preferito oceaniche adunate di folla in visibilio da educare con il sacro verbo), sia stata la tremebonda esperienza dei viaggi in treno con l’immancabile coro “Buffone, buffone!” che l’attendeva all’arrivo; o, piuttosto, se sia stata l’imprescindibile necessità di dover risparmiare causa l’importante buco che ha procurato nelle casse del partito con la disgraziata avventura referendaria… certo è che fa quasi tenerezza questo Renzi che parla ai pochi intimi. Che poi il dubbio ti prende: ma saranno sempre gli stessi? Sarà una clac politica prêt-àporter, di quelle prendi tre comizi ma ne paghi solo uno?

Tutto può essere nel fantastico mondo di Rignanoland. Che poi, bisogna confessarlo, bisogna fare mea-culpa una volta per tutte, noi osservatori esterni (almeno quei due o tre non direttamente rispondenti al PD) non siamo mai troppo teneri con quest’uomo. Fortuna che davanti all’ipocrisia del mondo ci resta sempre l’affetto di babbo… e lui lo è senz’altro, cocco di babbo. Che lo si evinca dalle varie e avariate avventure di Tizio e di Caio in Procura (vedi featured image), non fa testo…

Rina Brundu

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