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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (28) – Dell’esempio etico e didattico dato da Beppe Grillo. E della politica su Rosebud

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Le persone che sono abbastanza pazze da pensare di cambiare il mondo

sono quelle che lo cambiano.

Steve Jobs

Mi è stato fatto notare, da più parti, che su Rosebud ci sono tanti post dedicati alla politica in questo periodo. Non lo nego, i post ci sono e continueranno ad esserci fino al 4 marzo 2018, nonché nell’aftermath delle Elezioni Politiche, almeno per qualche giorno. Ci saranno post “impegnati” e di riflessione, così come tanti post satirico-demenziali e, in verità, qualsiasi soluzione digitale aiuti a passare il messaggio. Perché ci saranno? E di quale “messaggio” sto parlando?

I post ci saranno perché, se in questo particolare momento storico per la nostra nazione, per la nostra patria insultata da una emergenza democratica e informazionale epocale, io non mi comportassi così, non potrei più avere alcun rispetto per me stessa, né per quel mio essermi sempre definita uno spirito-che-scrive. Non può esistere, infatti, nessuno spirito dedito alle cose dell’intellettualità se non si fa capace di mostrare il suo “impegno”, la sua “determinazione civile”, e se non riesce a testimoniare quel suo “commitment” in maniera pubblica, apertamente, prendendosene la responsabilità sulle spalle. Un simile approccio l’ho avuto in occasione del nefasto referendum renzista del 4 dicembre 2016, e lo avrò anche adesso in occasione di un appuntamento elettorale importantissimo per l’Italia. Fermo restando che, per meglio operare, ma anche per fare in modo che le mie “campagne” non diventino campagne imposte ad altri, ho in dato modo blindato il sito (ovvero non pubblico neppure tanti articoli che avrei pubblicato altrimenti, preferendo rimandarne la pubblicazione ai mesi che verranno), un punto lo vorrei pure esplicitare con chiarezza: chi non si riconosce in questo Rosebud non dovrebbe frequentarlo, non dovrebbe stare qui, ci sono infatti tanti altri siti più nobili e più adatti. Con altrettanta chiarezza voglio precisare pure che – data la mia età, nonché la mia ventennale esperienza online – credo di sapere bene gli impatti che codeste “campagne” possono avere. A chi mi presenta questo punto risponderò con le ispirate parole del Berluscalfari in rotta di collisione con il suo ex editore amico di merende di una vita Carlo De Benedetti: me ne fotto! E “me ne fotto” non perché non tenga in conto il parere altrui, ma perché non c’è visione omologata, provinciale, ignorante, paesana, in stile casalinghe-di-voghera che io possa considerare o voglia considerare più del mio onesto “sentire” d’intelletto. Non c’è e non ci potrà essere mai!

Preciso anche che io non faccio politica attiva e dubito che potrò farla mai perché non ritengo di avere gli skills necessari a farla. Peraltro io non conosco nessuno nell’ambiente dei pentastellati, e vorrei che lo status-quo restasse tale, dunque non ho motivi reconditi, non ho alcunché da guadagnarci, se non tanto da perderci, dal sostenerli. Ma io ho sicuramente a cuore il destino del mio Paese. Ho seguito come pochi, e come pochi ho criticato, l’infame periodo renzista, e mi sono vergognata per loro, per noi, per tutti gli spiriti nostri connazionali che sono morti sperando di consegnarci una Italia diversa. Dunque considero un mio dovere civile, politico, didattico, d’intelletto sostenere l’unica forza che io ritengo in grado, in questo particolare momento storico, di fare quello che è il vero interesse della mia nazione.

Il messaggio che si vuole trasmettere dunque è uno di coraggio civile (nessuno dovrebbe mai avere paura di esprimere le sue idee politiche pubblicamente), di impegno, di speranza, di etica politica sicuramente diversa da quella che abbiamo testimoniato in questi anni tremendi per l’Italia. Da questo punto di vista io credo anche che abbiamo tanto da imparare da Beppe Grillo che, paradossalmente, proprio oggi ha inaugurato il suo nuovo blog depurato da ogni informazione direttamente legata al MoVimento. Lui può farlo, perché in realtà ha già fatto tanto. Soprattutto ci ha dato un esempio mirabile di come si possa “fare”, di come si possa creare esempio etico e didattico senza vivere di denaro pubblico, senza occupare cadreghe, o farle occupare agli amici degli amici. A questa tipologia di esempio dobbiamo dunque guardare, mentre facciamo, ciascuno di noi, ognuno per quel che può, la nostra parte. In questo senso anche un blogger che ha un solo follower sul suo blog potrebbe dare una mano, così come ogni scribacchino dotato di un solo lettore, magari cieco. L’importante infatti è fare… mostrarci cittadini attivi e coinvolti, capaci di ricordarci del nostro Paese, di offrirgli il meglio in noi, quando ne ha più bisogno.  

Per esternare i nostri “componimenti” di altra natura urbi et orbi ci sarà sicuramente tempo, più avanti. Ma questo è il momento di farci sentire, e Rosebud, nel suo piccolo, si sta facendo sentire. Non fosse così, meglio sarebbe trasformarci all’istante in particole subatomiche impazzite che esistono in quello stato solo per meglio nascondere la loro vergogna più grande.

Rina Brundu

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