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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (22) – Ecco dove sta l’inciucio. Il triangolo Salvini-Berlusconi-Renzi. Tutto sugli scenari post elettorali.

ROSEBUD TV – LUCIO DALLA – PIAZZA GRANDE

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Promuoviamo una coscienza e una lotta politica civile e democratica. Liberiamo l’Italia dal renzismo, dai suoi interessi familisti, dai suoi boiardi di Stato e dai suoi scandali. Per le ultime notizie su questi argomenti, clicca qui.

Rina Brundu

chaos-485493_960_720In realtà si potrebbe cominciare dalla fine, dicendo che per Matteo Salvini esiste un solo modo per salvare la faccia: staccarsi dall’alleanza con la destra berlusconiana prima delle elezioni e assicurarsi che chi voterà Lega sarà solo chi è saldamente ancorato sulle sue posizioni antirenziste. Non esistono altre strade, nello specifico non esistono altre strade per fermare in maniera sicura il cosiddetto piano B berlusconiano. Berlusconi, si legge, avrebbe come unico orizzonte politico le larghe intese con il giullare di Rignano, e le avrebbe in mente sia nel caso in cui la coalizione di destra riuscisse a vincere e a sostenersi di suo, sia nel più terribile, per lui, scenario in cui si ritroverà costretto a concertar di poltrone con il suddetto ex Premier golpista. Scenari post-elezioni raccapriccianti per qualunque essere che abbia coscienza di cosa sia la vergogna, anche  civile, anche politica, naturalmente, ma comprensibili quando si guarda alla determinazione con cui il signore di Arcore sta fronteggiando il “pericolo” cinque stelle.

Tuttavia, come spesso accade a chi si confronta con colui, ad essere cotto a fuoco lento non sarebbe Berlusconi, ma il suo recalcitrante compagno di coalizione, il leghista Matteo Salvini, appunto. Tra le ultime notizie si è letto anche di una possibile rivolta interna dei leghisti storici che, nel caso in cui Salvini decidesse di disincastrarsi dalla coalizione di destra in un tempo post-elezioni, allo scopo di impedire l’inciucio con Leopoldo e i suoi ultimi mohicani, migrerebbero tutti allegramente verso Forza Italia o Forza Renzi che non fa differenza.

Insomma, Salvini avvisato mezzo salvato: si tuteli prima se non vorrà essere messo all’angolo dopo, perché per lui il destino sembrerebbe essere segnato, o l’umiliazione o la ridicolizzazione politica, non sembrerebbero esserci altre vie di scampo. Diceva il saggio che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, in Italia il problema è pure che se vai con lo zoppo quello, se può, azzoppa anche te, di brutto, mentre, elegantemente te la mette in quel posto. In questo senso gli zoppi con le facce rifatte, e con ex-nemici che sono persino editori pericolosi per i sistemi democratici, sono i peggiori.

Rina Brundu

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