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Riflessioni sul Quarto Potere (9) – Sul senso del giornalismo per Barbara Palombelli. Di Maio: “Come si permette lei di offendere i militanti 5 stelle?”

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

palombelli“Questa è una campagna elettorale cominciata malissimo perché a tutti piace tutto, tutti promettono tutto, tutti vogliono tutto e l’idea che c’è in questo momento nelle famiglie italiane è che se uno ha quattro lire da parte… è di stare in campana perché c’è il rischio di un crac… Perché i conti che fanno ogni giorno i miei colleghi giornalisti come Giannini… dicono che le promesse sommate portano al tracollo… Io penso che gli italiani pensano che fra un anno o due, questo è un giro un po’ a vuoto, arriverà Mario Draghi e ripeterà la storia… Però io voglio chiedere a Di Maio… allora… Euro sì euro no, vaccini sì vaccini no, san Gennaro e Beppe Grillo, si sta un po’ scolorendo… ci sono un 40% di italiani indecisi, date dei nomi date una linea precisa…”. E ancora: “Massimo (i.e. Giannini), bisogna essere onesti e riconoscere che per il MoVimento 5 stelle non stanno lavorando i militanti dei cinque stelle che stanno dando – non voglio entrare nei soliti esempi – pessimi esempi… ma stanno lavorando gli altri partiti…”.

Così parlò Barbara Palombelli, giornalista ex Repubblica berluscalfariana attualmente in quota Mediaset, ieri sera da Giovanni Floris (DiMartedì, La7). Per gli appassionati di “perle” mediatiche, aggiungo che nella stessa occasione la stessa signora si è prodotta in un panegirico del suo ex giornale Repubblica e dei suoi giornalisti, descritti tutti come sommamente indipendenti dalla linea politica del giornale. Tralasciando la parte offensiva del suo razionalizzare a cui ha risposto direttamente Luigi Di Maio (Ma come si permette lei di offendere i militanti 5 stelle?), e tralasciando l’imprescindible omaggio italico all’ex editore perché nella vita non si sa mai… vale la pena concentrarsi sul “gist” delle esternazioni che ho riportato in questo post e che riprendono fedelmente i “discorsi” di codesta giornalista, peraltro riascoltabili qui

C’è infatti da dare atto a Barbara Palombelli di una scaltrezza oratoria importante che non è da tutti: nei suoi interventi è sicuramente riuscita ad omaggiare sia De Benedetti che Berlusconi in una, per via arzigogolate, certo, ma questo è comprensibile: chapeau, anni di puntate di “Forum” dovrebbero essere assicurate in Mediaset! Tuttavia, e in tutta onestà, non è questo che mi interessa. Ciò che mi interesserebbe di più sarebbe avere una risposta accettabile a codeste domande pregnanti che mi faccio dopo averla ascoltata: 1) A che titolo la Palombelli parla a nome di codesti italiani che a suo dire penserebbero che il 4 marzo è un giro a vuoto? 2) Ha dei dati per provare quanto sostiene? 3) Ha dei dati per sostantizzare questo 40% di italiani che sarebbero ancora indecisi? 4) Che tipo di domanda è una domanda che inizia con: euro sì euro no, vaccini sì vaccini no, San Gennaro e Beppe Grillo? 5) Perché, dato che ha accusato il movimento 5 stelle di dare “pessimi” esempi su una tv generalista non ha fatto qualche esempio? 6) Perché in tutto questo suo discorso, che arriva a chi l’ascolta demagogico e fatto tanto per fare (come tutti i discorsi dove si fa di tutta l’erba un fascio), non solo affiora una impreparazione sostanziale, imperdonabile in chiunque si racconta e si vuole giornalista, rispetto ai programmi politici del movimento di cui si è presentata a intervistarne il leader, ma non si riesce neppure a individuare un qualsiasi “valore aggiunto” dato all’intervista dalle sue domande?

Con tutto il rispetto per chi ha un’età più grande della mia, io penso che queste che ho appena estrinsecato, diversamente da quelle della signora Palombelli, non siano domande peregrine. Non lo sono perché qualora non si riuscisse ad avere una risposta convincente alle stesse, si dovrebbe concludere che l’altra sera Barbara Palombelli non si è presentata da Floris per fare giornalismo, quanto piuttosto per fare campagna politica a favore dei suoi editori. Mi sbaglio? Tutto può essere, io non ho la sicumera intellettuale che palesa questa conduttrice, però lo confesso, una certa indisposizione di fondo la sento in automatico quando mi pare che qualcuno mi stia prendendo per il culo… Sarà un caso che l’ho avvertita pure mentre cogitavo sul profondo senso del giornalismo per Barbara Palombelli?

Rina Brundu

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