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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Della ridicola satira “politica” di fine regime. Sul perché Marco Vukic fa quattro Giannelli

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Rina Brundu

vespaStamattina mi sono imbattuta in un pezzo di Dagopia che mi ha fatto davvero “buon umore”. Lo screenshot dello stesso lo inserisco come featured image di questo post. Nella foto si vedeva un Bruno Vespa, che peraltro non sapevo si occupasse ancora di tv, sebbene sorprenda molto di più che esista ancora una generazione italica che guarda quei suoi programmi, e accanto a codesto signore vi era un disegnino di Giannelli, che se la memoria non m’inganna penso sia un vignettista main-stream italiano (quindi, immagino, “Corriere” o “Repubblica”).

Il disegno era di quelli che usavano tanti anni fa, al tempo dell’Italia analogica che si crogiolava tra due boom, e lo stile era forattiniano senza-esagerare, pseudo British, laddove la satira viene intesa come momento di riflessione, sempre stando bene attenti a non esagerare che il capo si potrebbe incazzare. Bei tempi! O lo erano davvero? Di fatto io ho un’altra idea di cosa debba essere la satira, specie quella politica, che nello specifico deve essere un ritratto graffiante dei tempi, capace di non guardare in faccia nessuno.

Dire che Giannelli, e come lui tutti i suoi colleghi italiani che si occupano di questa tipologia di arte, sia stato in grado di denunciare le malefatte passate e presenti del renzismo, non è solo un’offesa all’arte appunto, alla verità storica, ma è un’offesa al nostro miglior sentire, alla nostra essenza, alla nostra intelligenza.

Tra i tanti vignettisti che sicuramente in questi quattro anni deleteri per la vita del Paese, hanno reso un miglior servizio alla satira cito invece Marco Vukic, le cui vignette abbiamo sempre pubblicato su questo sito e che abbiamo finanche pubblicato con Ipazia Books (Capitan Italia, 2017).

Naturalmente, come spesso avviene nel mondo miserrimo che viviamo, la “qualità” artistica è determinata piuttosto dalla pagina editoriale trendy dove la “creazione” è pubblicata… Ma è davvero così? Io per esempio ho i miei dubbi e credo molto nella giustizia del tempo. Ovvero, credo che quando verrà il giusto tempo, codeste creazioni vespiano-giannelliche saranno etichettate per quello che sono: sciocchezze per bambinoni analogici neppure troppo brillanti, mentre la capacità di fare satira sul serio, in maniera pungente, in maniera fastidiosa (non esiste satira politica se non quando è fastidiosa per il regime, se non quando è una minaccia per lo stesso), verrà pure premiata.

Mi sbaglio? Time will tell.

Rina Brundu

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info@ipaziabooks.com