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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (18) – Sul perché Luigi Di Maio sarà Premier

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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George Orwell

Indifendibili! Proprio così sono diventati indifendibili. O meglio, la situazione è talmente degenerata che adesso siamo noi a dover difendere il nostro ex Premier golpista. E già, perché alzarsi una mattina e scoprire che una sorta di finanziere, oriundo svizzero, fa vanto in Procura di chiamare il nostro Premier “cazzone” non può far piacere a nessuno! Siamo alla follia! Così come è folle la denuncia del PD a Orietta Berti per avere svelato le sue simpatie pro M5S. Come? Quando cantava alla festa de L’Unità tutto andava bene? Quando si intratteneva con il giornartista Fazio (che pure, a sentire l’AGCOM, dovrebbe rivelare per chi vota), non c’erano problemi? Adesso invece le neghiamo i suoi diritti civili, il diritto ad esprimere la sua opinione, e perché non deportarla in Siberia?

C’è qualcosa di veramente brutto in ciò che sta accadendo in Italia, soprattutto per l’asservimento totale della Stampa che chiamarla così è ormai usare un eufemismo troppo giocondo. Ieri mi è capitato anche di dare un’occhiata alla Stampa estera: nulla, niente, nada, manco una notizia sull’insider trading renzistico. Mai un Severgnini a disposizione quando c’è da fare giornalismo o schierarsi a difesa dei principi democratici della nazione. Fanno schifo!

Che Luigi Di Maio diventi il nostro prossimo Premier non è solo una speranza, una possibilità, ma a questo punto della questione una inevitabilità che diventa massima urgenza. Di fatto è urgente che il nostro Paese si riappropri del suo destino, che torni ad essere l’Italia degli italiani in mano italiana, che torni ad essere un luogo civile e democratico, una casa di speranza per i suoi figli, specie per quelli più giovani. Luigi Di Maio sarà Premier perché se così non fosse il giorno dopo avremmo tutti quanti un risveglio kafkiano e ci scopriremo trasformati in mostri alla stregua di un Gregor Samsa sui generis, proprio come hanno sperimentato in Sicilia poco più di un mese fa. Luigi Di Maio sarà Premier perché altrimenti la mafia non sarà più una piovra, ma sarà la padrona di casa riconosciuta e osannata specie tra le prime pagine di quei “grandi giornali” già menzionati. Luigi Di Maio sarà Premier perché sono questi ragazzi, puliti, desiderosi di fare bene, l’ultima nostra speranza di non cadere nell’abisso. Luigi Di Maio sarà Premier perché non ci dovrebbe essere italiano onesto che non gli dia il voto, perché chiunque si determinasse a dare il suo appoggio ai volponi “interessati” che hanno banchettato sul cadavere della nostra patria fino a questo momento, è un ladro come loro, nulla più.

Diceva George Orwell, che di distopie se ne intendeva proprio come Kafka, “Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice.”, e credo si sia detto tutto, con una sostanza molto più etica degli editoriali “interessati” di Severgnini sul thenewyorkertimes. Sic!

Rina Brundu

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